Abitanti, altro calo Nell’ultimo anno persi 167 residenti

Al 31 dicembre popolazione di 34.249 unità. Famiglie: +106 Crescono i decessi: 465. Il sindaco: troppi, studiare il perché
LANCIANO. Al 31 dicembre 2022 sono 34.249 i cittadini lancianesi, 167 in meno rispetto ai 34.416 del 2021. Ennesimo saldo negativo, dovuto ancora al decremento demografico e all’aumento incredibile dei morti, ma minore rispetto agli ultimi anni compensato da un incremento di persone che hanno scelto di vivere in città, +108, a cui si aggiungono altri 12 stranieri in più sullo scorso anno. Salgono anche le famiglie: +106. «Sono dati da studiare attentamente», commenta il sindaco Filippo Paolini, «sia per i decessi, per i quali sarebbe utile un’analisi sulle cause, e sia per i servizi da offrire a una popolazione con sempre meno figli».
I DATI NEGATIVI17.746 donne e 16.503 uomini per un totale di 34.249 abitanti: è la popolazione lancianese al 31 dicembre scorso fotografa dall’anagrafe del comune guidata da Antonietta Troilo. Una popolazione che vede sempre meno nascite, appena 190, ancora 23 in meno rispetto ai già risicati 213 bebè del 2021 e tantissimi morti: ben 465. «Quello della mortalità è un dato che mi ha colpito molto», dice il sindaco Paolini, «mai sono stati così tanti i decessi. In media abbiamo 360-370 morti l’anno, 400 negli ultimi 2 anni (del Covid, ndc) ma mai un numero tanto alto. Magari con l'aiuto della Asl si potrebbero studiare le cause dei decessi, le eventuali patologie. Certo è un dato che, assieme alla bassissima natalità che c'è in tutta Italia, contribuisce a far decrescere i residenti; ne avremmo 275 in meno».
I DATI POSITIVINumeri alla mano il decremento infatti dovrebbe essere di 275 residenti, invece è di 167 perché c’è un +108 dato dalle persone che hanno scelto di vivere in città visto che alle 710 persone che hanno cancellato la residenza ce ne sono state 818 che si sono iscritte. Altro dato positivo, il numero delle famiglie: sono 14.647, 106 in più rispetto alle 14.541 del 2021. «C’è voglia di creare una famiglia», riprende Paolini, «ci sono bonus che aiutano anche in questo senso, ma poi è difficile allargarle, fare figli soprattutto ora con l’aumento del costo della vita». Salgono anche gli stranieri di 12 unità: 1.435. La comunità più numerosa si conferma quella romena 553 anche se continua a scendere, così come quella albanese da 189 a 184, mentre salgono i cinesi da 76 a 85. Ci sono poi dominicani 72, ucraini 53, bulgari 40. In 35 arrivano dalla Polonia, 29 dall’Argentina e 16 dal Brasile.
LE CONSEGUENZE
Ed è anche in base a questi dati che l’amministrazione calibra scelte e programmi. Ad esempio incentivare il sociale, la solidarietà è uno dei punti del programma di Paolini e ad oggi, vista la crisi che c'è, si rivela importante. Dati che fanno riflettere anche sui servizi: si punta sui nidi con la natalità vicina allo zero? «Anche sul Prg dovremmo fare delle riflessioni», chiude il primo cittadino, «è del 2011 pensato per una città in espansione che doveva arrivare a 40.000 abitanti invece non è stato così. Servono analisi specifiche per poi fare delle modifiche, ma già si nota che qualcosa va cambiato, ad esempio sul consumo del suolo. Il Pnrr che ci permette di fare investimenti che possono portare benefici. Come con l’università, una crescita dal punto di vista culturale e perché no, numerico: magari chi studia qui, poi ci resta».
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