Aborto in casa, si indaga sulle cause

Sulla gestazione non vi sono dubbi: il piccolo non era di 5 mesi come aveva detto la madre ma di 8. Oggi l’autopsia
CHIETI. Il medico legale Cristian D’Ovidio porterà a termine questa mattina l’autopsia sul corpicino del feto arrivato martedì pomeriggio al Santissima Annunziata, dopo che la mamma aveva avuto un aborto in casa nella tarda mattinata della stessa giornata. Solo al termine dell’autopsia si potrà stabilire di quante settimane fosse.
Nel frattempo, però, il personale del reparto di Ginecologia del Santissima Annunziata, dove è adesso ricoverata la mamma, non ritiene possibile che il feto fosse di cinque mesi, come raccontato dalla donna.
Dai primi accertamenti clinici, sia sulla mamma che sul corpicino, è risultato infatti che il feto doveva avere circa 8 mesi.
La vicenda presenta più di un punto interrogativo e per questa ragione il sostituto procuratore Lucia Campo ha deciso di aprire un’inchiesta e questa mattina affiderà formalmente l’incarico a D’Ovidio, chiedendogli di effettuare l’autopsia sul feto. «L’autopsia», spiega il medico legale, «potrà dire con certezza di quale epoca gestazionale era il feto e getterà lumi su cosa è morto il piccolo e anche se è sopravvissuto, e in questo caso quanto tempo, all’aborto avuto dalla mamma». E forse potrà dire anche se si poteva fare qualcosa per salvare la vita del piccolo.
Sul caso stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Chieti comandata dal maggiore Massimo Capobianco. Starà a loro sciogliere anche altri dubbi su come è avvenuto l’aborto. E sull’iter dei soccorsi.
L’allarme è scattato nella tarda mattinata di martedì scorso. La mamma di 26 anni di Francavilla al Mare ha telefonato al 118 dicendo di aver perso il suo bambino. L’ambulanza è arrivata nell’appartamento di Francavilla, nella zona del lungomare dove risiede la donna. La madre è stata trovata nel bagno pieno di sangue. La ventiseienne, con problemi di tossicodipendenza, ha detto di aver abortito spontaneamente mentre era seduta sul water. Il 118 l’ha portata immediatamente al Pronto soccorso. Ore dopo è arrivato in ospedale anche il corpicino, trasportato dal compagno di lei.
Al momento l’inchiesta aperta dalla Procura non avrebbe alcun indagato. Sarebbe stata disposta soltanto per fare luce su un dramma che presenta diversi punti oscuri.
A cominciare dai mesi di gestazione, che sarebbero dovuti essere 5 e invece sono certamente di più. (a.i.)
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