Palmoli

«Abruzzesi, cuori grandi»: è polemica dopo le parole di Salvini sulla famiglia nel bosco

30 Novembre 2025

Il vicepremier: «È ora che i bimbi tornino a casa, spero sia una delle ultime notti che passano separati dai genitori». La replica di Torto (M5S): «Tutto grazie a dialogo e buonsenso, non alle strumentalizzazioni politiche»

PALMOLI. La politica balla il valzer al ritmo della vicenda della famiglia di Palmoli. Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno accettato l’offerta di ospitalità del ristoratore ortonese Armando Carusi e già da oggi il padre dovrebbe entrare dentro casa (la madre è ancora con i tre bimbi nella struttura protetta a Vasto). Un passo in avanti che la politica applaude, ma solo per poi tornare indietro e tirar fuori, ancora una volta, le polemiche delle ultime settimane contro magistratura e servizi sociali.

Il primo a commentare il nuovo risvolto della vicenda è Matteo Salvini. Fin dall’inizio il vicepremier ha fatto propria la causa della coppia, difendendola a spada tratta dopo la decisione del tribunale per i minorenni dell’Aquila di disporre l’allontanamento dei tre figli dalla loro abitazione per collocarli in una casa famiglia. «Il grande cuore degli italiani! Nella speranza che questo serva a far tornare subito con papà e mamma quei tre splendidi bimbi», si legge su uno degli ultimi post pubblicato su Instagram dal ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, che per una volta non attacca esplicitamente il provvedimento giudiziario. Lo aveva fatto appena qualche ora prima della diffusione della notizia del trasferimento della famiglia nella nuova abitazione, quando, sempre attraverso il proprio profilo Instagram, aveva scritto: «Spero che sia una delle ultime notti che quei tre bimbi passeranno lontani dall’affetto della loro mamma e del loro papà. Uno Stato che entra con la forza in casa di una famiglia non è uno Stato in cui voglio crescere i miei figli».

Frasi che non sono passate inosservate. La risposta immediata alle parole del vicepremier è arrivata dalla deputata pentastellata Daniela Torto. «Sono sempre stata dell’opinione che un proficuo e collaborativo dialogo tra le parti, guidato dal buon senso, sia alla base di un risultato ottimale per i bambini e i valori della famiglia», sottolinea Torto, «questa soluzione di certo non piacerà al ministro Salvini, che sta strumentalizzando il tema per attaccare la magistratura. Se davvero la famiglia si riunirà, il merito sarà delle istituzioni locali e della generosità dei cittadini. Tutt'altro rispetto a strumentali raccolte firme». La parlamentare si riferisce ai gazebo che il Carroccio ha allestito tra ieri e oggi in alcune delle principali piazze d’Abruzzo per promuovere la propria petizione a sostegno alla causa della famiglia.

Il consigliere regionale leghista Vincenzo D’Incecco nega qualsiasi tentativo di strumentalizzazione: «Tutto quello che stiamo facendo è finalizzato a mantenere alta l’attenzione su un caso che ha evidentemente scosso le coscienze degli italiani. La speculazione non c’entra niente». Una verità, secondo il consigliere del Carroccio, che trova conferma nel buon animo dei leghisti: «Ogni passo in avanti verso il ricongiungimento di questa famiglia non può che farci piacere. Speriamo davvero che si riuniscano il prima possibile», dice D’Incecco, che poi però si sofferma su un punto: «Certo, se alla fine bastava una casa con il bagno per permettere alla famiglia di riabbracciarsi, vien da chiedersi se il provvedimento di allontanamento non è stato eccessivo. La separazione dei figli dai propri genitori dovrebbe essere l’estrema ratio e non essere adottato in casi come questi, in cui i bambini non sono maltrattati ma, al contrario, sono felici. Dalle reazioni che ci sono state mi sembra evidente che il sistema attuale sia generalmente percepito come, a volte, problematico».

Sulla vicenda si è espresso anche Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, che in prima battuta sottolinea come il mancato arrivo degli atti giudiziari non permetta di «esprimere giudizi definitivi», ma poi lancia l’affondo: «Il fatto che vengano adottati provvedimenti del genere nei confronti di una famiglia come questa e non in situazioni ben più gravi, come quelle nei campi rom, mi lascia perplesso: non è un sistema forte con i deboli e debole con i forti?».

Ma non è solo la politica a cercare lo scontro con la magistratura. La presidente del tribunale per i minorenni dell’Aquila Cecilia Angrisano è stata sottoposta a una durissima ondata d’odio sui social. La stessa sorte è toccata alle avvocatesse del foro di Vasto Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, nominate rispettivamente tutore dei minori e curatore speciale dei minori nel caso della famiglia di Palmoli. A difesa della magistrata si è mossa l’Anm Abruzzo, che ha annunciato un’assemblea generale per mercoledì prossimo alla Corte d’Appello dell’Aquila per manifestare il proprio sostegno alla collega alla presenza anche di rappresentanti dell’Anm nazionale; per le due legali, invece, si è speso il consiglio dell’ordine degli avvocati di Vasto, che ha voluto dichiarare pubblicamente «piena solidarietà» per «gli attacchi gravissimi e ingiustificati» che le due hanno subito sui social network.

©RIPRODUZIONE RISERVATA