Abusa di un 15enne, rimane ai domiciliari

Nell’interrogatorio Scarinci non risponde alle domande. Confermata la misura adottata a suo carico
CHIETI . Si è avvalso della facoltà di non rispondere Enrico Scarinci, 50 anni di Crecchio, arrestato lunedì pomeriggio per violenza sessuale nei confronti di un quindicenne. L’indagato, assistito dall’avvocato Antonio Tenaglia, ha deciso di rimanere in silenzio davanti al giudice Andrea Di Berardino durante l’interrogatorio che si è svolto ieri in tribunale.
Scarinci è finito ai domiciliari dopo la denuncia fatta dal ragazzino ai carabinieri: il cinquantenne è accusato di aver creato un profilo falso per attirare ragazzi su un sito di incontri per omosessuali usando la foto di un 18enne. Scarinci, indagato anche a Pescara per una vicenda analoga, ha incontrato il minorenne dopo avergli dato appuntamento. Di fronte a un suo ripensamento lo ha minacciato di rilevare tutto ai genitori. Secondo l’accusa il ragazzino è andato nel panico e si è sentito quindi costretto ad accettare l’incontro nel parcheggio della chiesa del Tricalle dove ha scoperto che le sue paure erano fondate perché alla guida della macchina si trovava un cinquantenne che non somigliava neppure lontanamente all’immagine del profilo.
Il giovane era terrorizzato e, temendo che quell’uomo potesse concretizzare le minacce fatte via web, ha accettato di salire sulla macchina. Scarinci si è diretto immediatamente in una zona fuori mano, al parco fluviale di Chieti, una grande area verde abbandonata alle spalle del centro commerciale Megalò. Per la vittima, costretta ad avere un rapporto sessuale, sono stati attimi di terrore. Dopo un po’, però, Scarinci è stato costretto ad andare via con l’arrivo di un’altra auto e, probabilmente, ha avuto paura di essere scoperto. Trascorso ancora qualche minuto il cinquantenne, che viaggiava ad alta velocità, in via Casalbordino è finito contro l’utilitaria guidata da una donna. Il ragazzino ha approfittato dell’incidente avvenuto a un incrocio per catapultarsi fuori dall’auto. Così la vicenda - sempre seconda l’accusa - sarebbe emersa. Ieri Scarinci non ha fornito la sua versione dei fatti e il suo legale non ha presentato alcuna richiesta di sostituzione della misura. Il cinquantenne resta agli arresti domiciliari.
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