Abusi sessuali, 4 anni al patrigno

12 Maggio 2021

La denuncia della ragazza dopo lo sfogo in classe con le insegnanti

LANCIANO. Avrebbe abusato della figlia sedicenne della sua convivente. Ecco perché è stato condannato, con il rito abbreviato, a 4 anni di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 15mila euro alla parte civile, la ragazza oggi 20enne, in attesa di definire il risarcimento danni in separata sede. È la sentenza emessa dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi verso un 49enne di un paese sangrino, rappresentato dall’avvocato Tristana Di Bucchianico, accusato di violenza sessuale aggravata dall’aver commesso il fatto con abuso di relazioni di coabitazione e in danno di una minore, ossia la figlia della sua convivente.
Una vicenda delicata e complessa, con la ragazza che già nel 2016, quando aveva 16 anni, aveva accusato il patrigno di violenza, ma poi aveva ritrattato e il caso fu archiviato. Al compimento dei 18 anni, e dopo due anni di abusi, invece si è fatta coraggio e, aiutata dalle insegnanti, ha denunciato di nuovo l’uomo. E non ha ritrattato, ha invece raccontato le violenze, le richieste di prestazioni sessuali da parte del convivente della madre, i rapporti mai completi, che sarebbero andati avanti da gennaio 2016 a settembre 2018. Racconti fatti anche alla madre che per proteggerla l'ha allontanata di casa mandandola a vivere dai nonni. «L’uomo approfittava della ragazza quando la convivente era fuori casa per lavoro», sostiene il sostituto procuratore Serena Rossi, «e sfruttando l’inferiorità psichica della giovane la costringeva a rapporti sessuali». Da qui la condanna del giudice con l’abbreviato a 4 anni, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e una provvisionale di 15mila euro. L’avvocato Di Bucchianico presenterà ricorso in appello visto che il 49enne, ascoltato dal giudice, continua a sostenere di non aver mai violentato la ragazza. (t.d.r.)
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