Abusi sessuali, ascoltate le tre bambine

L’accusato di violenza ha 84 anni, le piccole da 8 a dieci anni. Per la Procura faceva vedere loro anche film pornografici
VASTO. Uno strano gioco. Gesti che a loro non piacevano quelli che quell’anziano amico di famiglia e di cui si fidavano le costringeva a subire. È raccapricciante il racconto fatto da tre bambine del Vastese che avrebbero subito abusi sessuali da un uomo di 84 anni, nel corso dell’incidente probatorio disposto dal gip Fabrizio Pasquale su richiesta del pm Michele Pecoraro. La perizia si è tenuta in un luogo protetto. Ad ascoltare lo sconcertante racconto accanto a giudice e sostituto procuratore c’era uno psicologo, Luigi Gileno, il perito nominato dal gip. Toccherà a quest’ultimo stabilire se il racconto delle bambine può considerarsi attendibile o meno. Per farlo il perito ha di tempo tre mesi. La prossima udienza è in programma a settembre.
Ad assistere le famiglie delle piccole vittime è l’avvocato Clementina De Virgiliis. L’anziano indagato è difeso dagli avvocati Rosalba Maselli e Antonello Cerella. L’accusa a carico dell’anziano è gravissima: violenza sessuale continuata nei confronti di minorenni. Avrebbe abusato delle tre bambine, quando avevano tra 8 e 10 anni, più di una volta. La storia sarebbe andata avanti fino a quando le piccole hanno raccontato tutto a un insegnante e ai genitori. E a questo punto è accaduto qualcosa ancora più sconcertante: per far tacere le famiglie, l’accusato avrebbe offerto loro dei soldi. A condurre le indagini sono stati gli agenti del commissariato diretti dal vicequestore aggiunto Fabio Capaldo.
La vicenda è iniziato lo scorso inverno. Due delle bambine hanno fatto capire alla loro insegnante di essere state toccate nelle parti intime da un anziano. L’insegnante ha subito contattato i genitori e la polizia. È partita una complessa attività investigativa del personale della sezione di polizia giudiziaria della Procura e del commissariato di Vasto. Le indagini hanno permesso agli agenti di raccogliere, purtroppo, tanti elementi di prova. Lo stesso gip ha ritenuto lo spessore degli indizi piuttosto importante. Le piccole, ascoltate con estrema discrezionalità e in un luogo protetto, hanno fornito racconti precisi e concordanti. L’uomo in diverse occasioni era riuscito a raggirarle portandole in luoghi appartati: la propria casa, una vettura in campagna, un garage vicino a casa. Una volta solo con le piccole, le costringeva a subire e compiere su di lui atti sessuali. «In altre occasioni», si legge sul capo d’accusa, «le ha attirate con una scusa a casa propria, costringendole poi a vedere filmati pornografici. Durante le perquisizioni la polizia ha accertato che le stanze erano proprio come le bambine le avevano descritte e così pure gli oggetti. In un mobile nella stanza indicata dalle piccole è stato trovato anche il materiale pornografico.
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