Abusi sessuali sulla badante: un 90enne finisce sotto accusa

8 Gennaio 2021

L’anziano, rimasto vedovo, tenta l’approccio con la donna: lei si chiude in bagno e poi lo denuncia Il racconto ai carabinieri: «Ha cercato di approfittare di me mentre ero al telefono». Il caso dal giudice

VASTO. Il 14 gennaio dovrà comparire davanti al giudice per l’udienza preliminare con l’accusa di violenza sessuale per aver cercato di palpare la badante. A sorprendere è l'età dell'accusato: 90 anni. L'anziano, ritenuto dai conoscenti una persona tranquilla, attualmente risiede in una Rsa in Molise, ma un anno fa viveva sotto lo stesso tetto della donna che lo ha denunciato. L’accusa di violenza sessuale deriva dal fatto che il pensionato avrebbe costretto la badante a subire atti sessuali cogliendo di sorpresa la donna. Il nonno sarà difeso dall'avvocato Antonello Cerella, mentre ad assistere la parte lesa è l’avvocato Guido Giangiacomo.
La vicenda risale ad un anno fa. La badante da diverso tempo si occupava dell'uomo e della moglie. Il 15 gennaio 2020 la moglie del novantenne è morta. La badante ha deciso di ospitare nella propria abitazione l'anziano per poterlo assistere. La convivenza per un mese è stata tranquilla, poi l'anziano avrebbe cominciato a confidare alla badante di sentirsi solo. Il pensionato ha iniziato a lamentare la mancanza di un contatto fisico con una donna. La badante, preoccupata, ha preso il telefono per chiamare un parente 90enne. In quel momento, l'anziano avrebbe tentato un approccio fisico. La donna sarebbe riuscita a sfuggire alle avance chiudendosi in bagno fino a quando il novantenne non si è allontanato. Dopo qualche ora la badante, sconvolta, ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri. I militari hanno avviato accurate indagini e la Procura, in base al rapporto dei militari, ha chiesto il rinvio a giudizio nel novantenne.
Contro l'anziano si sono già dichiarate le associazioni contro la violenza sulle donne. Vista la delicatezza del caso, l'avvocato Cerella per il momento preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione, ma assicura che non mancheranno i colpi di scena.
L'accusato, qualora venisse riconosciuto colpovle, potrebbe essere condannato ad una pena piuttosto severa. L'articolo 609, infatti, prevede da sei a dodici anni si reclusione. A maggior ragione se la vittima sarebbe stata tratta in inganno. (p.c.)