Abusi su due bambine l’ortonese fa scena muta

Sentito dal giudice Marino, il 45enne si avvale della facoltà di non rispondere L’avvocato presenta la richiesta di revoca degli arresti domiciliari
LANCIANO. Non parla davanti a Gip e pubblico ministero il 45enne di Ortona, che da lunedì scorso si trova agli arresti domiciliari per presunta violenza sessuale su due bambine. Accompagnato dal difensore, l’avvocato Matteo Benedetti, ieri mattina si è recato in tribunale, a Lanciano, dove era stato fissato l’interrogatorio di garanzia. Davanti al giudice per le indagini preliminari, Francesco Marino, e al pubblico ministero Rosaria Vecchi, che ha coordinato le indagini condotte dalla sezione di polizia giudiziaria della polizia di Stato della Procura, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Troppo delicata la sua posizione in questa fase, troppo pesanti le accuse da fronteggiare. L’avvocato Benedetti si è limitato a chiedere la revoca della misura cautelare dei domiciliari, che l’uomo sta scontando a Ripa Teatina, nell’abitazione della nuova compagna, o in subordine l’autorizzazione ad uscire per andare a lavorare. Marino si è riservato di decidere nelle prossime ore, una volta acquisito il parere del pm Vecchi. Lo stesso Gip ha firmato, nei giorni scorsi, l’ordinanza di misura cautelare dell’arresto per il 45enne, motivandolo con «l’alto rischio di reiterazione di reato dovuto all’evidente incapacità di controllare le pulsioni sessuali pedofile». Sarebbero due le presunte vittime dell’indagato, minori di 14 anni, finite nella rete del presunto pedofilo poiché gravitavano attorno allo stesso contesto familiare. Quello della famiglia d’origine della prima bambina, figlia della ex convivente dell’uomo, sulla quale gli abusi sarebbero iniziati dall’età di 5 anni e durati fino allo scorso anno, quando lei ne ha compiuti 13. Una storia di dolore e sofferenze psichiche, svelata quando la ragazzina ha trovato la forza di confidarsi a scuola. La seconda vittima sarebbe la fidanzatina del fratello della prima bambina, l’altro figlio della ex convivente che ha lasciato il compagno una volta scoperti gli abusi. In questo caso ci sarebbe un solo episodio, un bacio e una carezza lascivi, attenzioni morbose rivolte sempre a una minore. «Figure genitoriali assenti», sottolinea il pm Vecchi nella richiesta di arresto. Al di là di quelle eventuali dell’indagato, altre responsabilità, non penali, sembrano prefigurarsi in questa vicenda. Quelle di adulti incapaci di cogliere il forte grido d’aiuto che proveniva da coloro che avrebbero dovuto proteggere.
Stefania Sorge
©RIPRODUZIONE RISERVATA

