Abusi su minore, confermati i 30 mesi
VASTO . Violenza sessuale su una minore. La condanna a due anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale aggravata su minore è stata confermata, ma grazie al riconoscimento delle attenuanti, i...
VASTO . Violenza sessuale su una minore. La condanna a due anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale aggravata su minore è stata confermata, ma grazie al riconoscimento delle attenuanti, i giudici d’appello hanno annullato la detenzione domiciliare ridando la libertà ad Aniello Russo, 40 anni, nativo di Salerno ma residente a Vasto, arrestato nell’ottobre del 2015 per atti sessuali su una ragazzina di 12 anni. In primo grado il reato, come chiesto dai legali dell’uomo, Giovanni Cerella e Alessandro Troilo, da violenza sessuale aggravata era stato riqualificato in atti sessuali (articolo 609 quater del codice penale). Il pubblico ministero Salvatore Campochiaro aveva chiesto, invece, la condanna a 6 anni di reclusione. In appello l’accusa ha chiesto addirittura 8 anni. L’imputato ha sempre negato la violenza. Diversa l’opinione dell'accusa secondo la quale Russo avrebbe palpeggiato la dodicenne, il 20 agosto 2015, in casa della madre e della ragazzina, luogo che frequentava dopo aver iniziato una relazione con la donna.
I due si erano conosciuti in una chat di incontri, alla quale il quarantenne si era iscritto con il falso nome di Antonello Rossi. La dodicenne raccontò subito tutto alla madre. La donna troncò immediatamente la relazione denunciando il fatto ai carabinieri. Nel corso delle indagini emerse che l’uomo, utilizzando lo stesso falso nome di iscrizione sulla chat che gli aveva consentito di conoscere la madre della dodicenne, nel 2013 era stato condannato in primo grado, dal tribunale di Vasto, a due anni di reclusione, pena sospesa per violenza sessuale. I legali dell’operaio hanno sempre negato la violenza e parlato solo di atti sessuali. (p.c.)
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