Abusi sui piccoli atleti, chiesto il processo

21 Febbraio 2018

Chieti, arriva in aula il caso dell’allenatore accusato di violenza sessuale su 9 minori suoi allievi

CHIETI. Due giorni prima dell’uscita dal carcere dell’allenatore di baseball accusato di violenza sessuale aggravata su nove dei suoi giovani allievi, il giudice per le indagini preliminari deciderà se rinviarlo a giudizio o meno. Il pm Giuseppe Falasca ha inviato ieri al gip Luca De Ninis la richiesta di rinvio a giudizio per il 52enne di San Giovanni Teatino Riccardo Furgiuele, arrestato il 22 marzo scorso dagli agenti della Squadra mobile teatina.
La misura cautelare in carcere dura un anno e scade il 22 marzo prossimo e, dopo un lunghissimo incidente probatorio (durato ben sette mesi), i tempi della giustizia rischiavano di dilatarsi molto. I genitori dei nove ragazzini, dopo aver ascoltato dalla bocca dei loro figli che l’uomo di cui tutti si fidavano ciecamente li aveva violentati e ne aveva abusato sessualmente, adesso non vogliono correre il rischio di ritrovarsi l’allenatore ancora libero di andare in giro, in attesa dell’eventuale processo. Le famiglie hanno creduto ai racconti delle presunte vittime, tutti ragazzini al di sotto dei 14 anni (il più piccolo all’epoca dei fatti di anni ne aveva solo 8), e ora vogliono certezze. E visto l’allungarsi dei tempi, erano pronte a organizzare un corteo di fronte al tribunale invocando giustizia. Avrebbero rinunciato anche all’anonimato per far sì che tutto si svolgesse nei tempi adeguati. Ma adesso non ci sarà più bisogno di alcun corteo di fronte al tribunale. Due giorni prima della scadenza della misura cautelare in carcere, il prossimo 20 marzo, il giudice per le indagini preliminari De Ninis dirà se Furgiuele deve o meno subire un processo per difendersi dall’accusa di violenza sessuale sui nove ex allievi di baseball.
Violenze e abusi sarebbero stati perpetrati tra il 2015 e marzo 2017. Secondo le indagini della polizia, l’allenatore avrebbe utilizzato «l’appartamento della madre a San Giovanni teatino, approfittando dell’assenza di quest’ultima» o anche «i locali del bar dello stadio di baseball presso l’impianto in località Santa Filomena», spesso «chiuso al pubblico e di cui aveva la disponibilità delle chiavi». Altre volte «coglieva l’occasione quando accompagnava in auto uno dei suoi allievi dopo gli allenamenti o durante le trasferte delle gare a bordo dell’autovettura personale o sul furgone in uso alla squadra». C’erano poi le trasferte e le notti negli alberghi, oppure le minacce di lasciare i ragazzi in panchina se non facevano ciò che chiedeva loro.
Furgiuele è difeso dall’avvocato Luigi Antonangeli. Le parti offese sono assistite dalle avvocatesse Monica D’Amico, Claudia Ottaviano, Teresa Laviola e Maria Teresa Pierfelice. (a.i.)