Abusò della fidanzatina 13enne
Ventiduenne condannato a 2 anni, riconosciuta la minore gravità
LANCIANO. Condannato a due anni di reclusione per violenza sessuale su una ragazzina all’epoca 13enne. Ma i giudici riconoscono la minore gravità del reato poiché, nel corso del processo, è emerso che all’epoca D.V., 22 anni, e la vittima erano fidanzati. Non si configurerebbe, quindi, dolo o coercizione. A denunciare D.V. sono stati i genitori della ragazza che, secondo l’accusa, era stata vittima degli abusi del giovane che ha 9 anni più di lei. Come dichiarato in aula il ragazzo, rappresentato dall’avvocato Rachelina Martelli, aveva consumato rapporti sessuali completi con la ragazzina per oltre un anno e pochi giorni prima che lei compisse 14 anni. Avrebbe inoltre danneggiato, prendendola a calci, la porta della casa dove la 13enne viveva e violato il domicilio poiché nel luglio 2013 «si sarebbe introdotto nell’abitazione della ragazza, contro la sua volontà, dopo essersi arrampicato sul balcone fino a giungere in camera da letto della fidanzatina». I rapporti, insomma, secondo l’accusa non erano affatto consenzienti, ma “estorti” dall’uomo vista la maggiore età. Il pm Salvatore Campochiaro aveva chiesto la condanna a 5 anni e 8 mesi di reclusione. Invece, come riferisce il legale Martelli, a processo è emerso che i due erano fidanzati, che la famiglia di lei era a conoscenza della relazione e che la ragazza non aveva meno di 14 anni quando hanno avuto rapporti. I giudici (presidente Andrea Belli, a latere Stefania Cantelmi e Cristina Di Stefano) hanno assolto D.V. dalla violazione di domicilio e danneggiamento e lo hanno condannato a 2 anni per violenza sessuale, con la concessione della minore gravità visto che i due erano fidanzati. L’avvocato Martelli ricorrerà in appello per far cadere anche i due anni di reclusione inflitti: «Erano fidanzati, il rapporto c’è stato quando lei aveva già compiuto 14 anni e quindi non c’è stata alcuna violenza», dichiara. (t.d.r.)

