Aca e Sasi replicano al prefetto: sull’acqua non siamo stati fermi

9 Agosto 2021

Le due società a Forgione: «Non condividiamo il suo diniego a incontrarci, è essenziale collaborare» E oggi comincia un’altra settimana di disagi: la parte alta della città rimarrà a secco per cinque notti

CHIETI. Aca e Sasi, le due società che si occupano della gestione idrica in provincia di Chieti, provano a difendersi il giorno dopo la strigliata arrivata dal prefetto Armando Forgione, che ha sottolineato la gravità della carenza di acqua e invitato le due aziende pubbliche a trovare soluzioni.
«Aca si è assunta le sue responsabilità: ha effettuato interventi per tre milioni di euro su Chieti da quando ha acquisito la gestione del Sii, il Servizio idrico integrato, e ha allacciato la condotta a Bussi che permetterà di aumentare di 60 litri al secondo la portata», è la risposta di Giovanna Brandelli, presidente dell’azienda comprensoriale acquedottistica. Ma in città non si fermano le proteste di politici, residenti e titolari di bar, ristoranti e pub: a partire da oggi, proseguiranno i disagi per i cittadini con ben cinque chiusure notturne in appena otto giorni e il flusso idrico notevolmente ridotto allo Scalo. Continua Brandelli: «Non è condivisibile il concetto espresso dal prefetto di “un anno di immobilismo”, in un anno in cui siamo stati schiacciati dall’emergenza sanitaria: nonostante la crisi idrica che investe il territorio teatino (ma che ricordo arriva da lontano, visto che a Chieti in passato c’è stato anche un commissario delegato all’emergenza idrica), e tra oggettive difficoltà, abbiamo attivato cantieri anche in via provvisoria ed effettuato interventi dei quali è stato messo a conoscenza il prefetto con una Pec dello scorso venerdì. Non condividiamo il suo diniego a incontrarci, ma, nostro malgrado, lo accettiamo: riteniamo che la collaborazione tra istituzioni sia essenziale per risolvere problematiche decennali, ovviamente ereditate».
La Sasi è responsabile della gestione idrica in altri importanti centri della provincia. «Abbiamo ottenuto un finanziamento per due milioni e 100mila euro a Vasto, dove l’80% della città ora è servita 24 ore su 24», dice il presidente Gianfranco Basterebbe. «In passato, invece, in questo periodo, il servizio idrico era garantito mediamente tra le sei e le otto al giorno. A San Salvo, invece, c’è stato un intervento da un milione di euro e non ci sono interruzioni. È la dimostrazione che, quando ci sono fondi e si fanno lavori, il problema viene risolto». Continue chiusure, invece, si registrano a Guardiagrele. «In un protocollo del 2012, firmato alla presenza del prefetto, l’Aca si impegnava a garantire 46 litri al secondo nel nostro impianto di Bocca di Valle. Attualmente, però, ne arrivano 37. Capisco che c’è carenza idrica, ma chiediamo quantomeno che a Rapino, l’unico paese alimentato dalla sorgente e gestito dall’Aca, l’erogazione idrica venga interrotta di notte. In questo modo, è possibile accumulare litri in più d’acqua per evitare le interruzioni a Guardiagrele anche di pomeriggio».
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