Accesso alla lista dei debitori comunali Le minoranze: «Bene il sì degli esperti»

21 Novembre 2014

VASTO. Esprimono soddisfazione per il parere espresso dalla Commissione nazionale per l’accesso agli atti e stigmatizzano il comportamento dell’amministrazione comunale di Vasto che aveva negato l’ele...

VASTO. Esprimono soddisfazione per il parere espresso dalla Commissione nazionale per l’accesso agli atti e stigmatizzano il comportamento dell’amministrazione comunale di Vasto che aveva negato l’elenco dei debitori a Massimo Desiati, capogruppo consiliare della lista civica Progetto per Vasto. È di questo tenore l’intervento di Davide D’Alessandro, Nicola Del Prete e Mario Della Porta all’indomani della notizia divulgata dal quotidiano il Centro sul diritto dei consiglieri comunali, soprattutto di minoranza, ad avere tutte le notizie ed informazioni utili all’espletamento del loro mandato. «Non abbiamo mai avuto dubbi, e lo abbiamo espresso con tutta la forza e in tutte le forme, sul fatto che i consiglieri comunali, a maggior ragione se di minoranza, debbano avere accesso ad ogni documento dell’ente», commentano i tre esponenti dell’opposizione, «non possiamo, tuttavia, non stigmatizzare il comportamento del sindaco Luciano Lapenna, che ha esposto se stesso e il Comune all’ennesima brutta figura, una brutta figura che ha fatto perdere tempo su un tema molto sentito dai cittadini che hanno sempre fatto il proprio dovere. Ora aspettiamo di leggere tutti i documenti e di conoscere tutte le posizioni debitorie nei confronti dell’ente, oltre ad accertare se siano stati compiuti tutti i passi obbligatori per la riscossione dei tributi da parte di chicchessia», concludono D’Alessandro, Del Prete e Della Porta che avevano aderito all’iniziativa del loro collega. Il riferimento è alle posizioni debitorie per Imu, Ici, Tares e Tosap, relative alle annualità ricomprese tra il 2007 e il 2013. Il capogruppo Massimo Desiati aveva chiesto l’elenco, ma l’amministrazione comunale aveva dapprima accampato l’inesistenza negli archivi comunali di un simile documento, per poi trincerarsi dietro il rispetto della privacy. Tesi sostenuta con vigore anche da alcune associazioni cittadine per i diritti dei consumatori. La Commissione nazionale ha tagliato la testa al toro e ribadito il diritto all’accesso agli atti dei consiglieri comunali. (a.b.)