Accoltellò il rivale dentro un bar: niente esercizi pubblici per 2 anni

Denunciato dai carabinieri l’aggressore di un 40enne per lesioni e porto abusivo di arma da taglio C’è anche il Daspo del questore: provvedimento valido in tutti i locali d’intrattenimento della provincia
VASTO. Identificato dai carabinieri il giovane che il 26 aprile 2022 aggredì con un coltello un rivale all’interno di un bar del centro cittadino, ferendolo ad una mano e alla spalla. Oltre a una denuncia per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio, la questura di Chieti ha emesso nei suoi confronti un Daspo: per due anni il 26enne vastese non potrà entrare negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico intrattenimento dell’intera provincia.
L’aggressione avvenne in un bar del centro di Vasto. Al culmine di una lite l’aggressore colpì il rivale, un uomo di 40 anni di origini marocchine. La scena fu ripresa da una telecamera ma le immagini non erano buone. Tutto avvenne in pochi secondi e né prima, né dopo i residenti sentirono voci concitate o urla. A chiamare i carabinieri furono i medici dell’ospedale San Pio a cui il ferito chiese aiuto. I medici, verificata la profondità della ferita alla mano, lo operarono subito. Quando i carabinieri avvertiti dagli operatori sanitari raggiunsero il bar, non trovarono più nessuno. Ma non si arresero. Grazie alle indagini il 26enne è stato individuato.
I militari della compagnia di Vasto hanno denunciato l’aggressore alla locale Procura della Repubblica. L’aggressore pare abbia all’attivo altre condanne per reati simili. Considerata la pericolosità del giovane, il questore di Chieti Francesco De Cicco, al termine di un’accurata istruttoria svolta dalla Divisione polizia anticrimine, ha emesso nei confronti del giovane il provvedimento di "Divieto di accesso negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico intrattenimento" al fine di scongiurare altri eventuali episodi di violenza. «La misura di prevenzione», annota la questura, «introdotta con il D.L. 130/2020 allo scopo di arginare la cosiddetta "movida violenta" si prefigge l'obiettivo di porre un freno alla pericolosità sociale di persone che siano state condannate o denunciate per reati contro la persona e/o il patrimonio o che, comunque, si siano resi responsabili di risse o altri gravi fatti all'interno di esercizi pubblici. La violazione al divieto è punita con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 8mila a 20mila euro». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

