Accoltella la ex, perizia per Leuci

11 Ottobre 2016

La difesa chiede la valutazione psichiatrica per l’ex finanziere ancora in carcere

VASTO. Chiede di uscire dal carcere Francesco Leuci, 54 anni, ex finanziere che il 24 settembre ha ferito con un coltello l’ex compagna Michela Potenza. Domani il Tribunale del riesame discuterà il ricorso presentato dai suoi legali contro il provvedimento disposto dal gip Antonella Di Carlo. Il magistrato ha applicato la custodia cautelare in carcere per la pericolosità dell’indagato, rimettendo gli atti al gip di Vasto. La Procura potrebbe chiedere un incidente probatorio per accertare l’esatta dinamica del ferimento. Non è escluso che, alla luce delle dichiarazioni rese sia dalla difesa che dalla parte civile, gli investigatori non dispongano una perizia psichiatrica sull’indagato. La difesa di Leuci la settimana scorsa ha chiesto i domiciliari e una consulenza psichiatrica. Sull’uomo è stata alzata una cortina di silenzio. Anche la difesa di Michela Potenza ha adottato la linea del riserbo. Lo scorso 24 settembre Leuci, stando al racconto dei testimoni e della stessa vittima, ha aggredito con un coltello la sua ex compagna in piazza Rossetti. La donna, ferita ad un polmone, è viva per miracolo. Poche ore dopo l’uomo si è costituito ai carabinieri di Caramanico Terme, località in cui aveva si era appena sottoposto a cura termale. La difesa dell’uomo ha rivelato che l’ex finanziere è affetto da patologia depressiva. Ex appartenente alle forze dell’ordine, si è subito reso conto della gravità del gesto compiuto. La vittima dal suo letto in ospedale ha raccontato il menage burrascoso e le richieste di aiuto presentate alla polizia e al centro Donnattiva. Poi però perdonava sempre il compagno e ai medici del Pronto soccorso che la medicavano parlava di cadute accidentali. Questa volta si è spaventata davvero. Adesso sta meglio ma psicologicamente è ancora molto provata. Il suo legale, Elisa Pastorelli, ha preparato un dossier da consegnare in Procura. La difesa dell’accusato, tuttavia, nega la premeditazione e sostiene che quello impugnato da Leuci in un momento di rabbia era un coltellino multiuso con una piccola lama. Arma che purtroppo non è stata ritrovata. (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA