Accusa di spaccio un innocente, condannato

Inflitti due anni a un giovane: «Dopo l’arresto, per difendere i suoi amici ha indicato un falso fornitore»
CHIETI. Ha accusato un innocente di essere uno spacciatore. Ecco perché Luca La Monaca, 26enne di Francavilla al Mare, è stato condannato a 2 anni di reclusione. La vittima, un teatino 31enne, presidente di un circolo privato cittadino, dovrà essere risarcita con 2.000 euro.
La sentenza del giudice Andrea Di Berardino mette la parola fine a una vicenda che va avanti da anni. A innescare l’ultimo processo è stata la denuncia presentata dal 31enne, assistito dall’avvocato Antonello Remigio.
«Il 21 febbraio del 2013», si legge nell’esposto, «La Monaca è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente: aveva addosso della marijuana. Nella successiva udienza di convalida, ha dichiarato di averla acquistata da me al costo di 140 euro. Una circostanza, questa, che non corrispondeva assolutamente al vero. Dopo i riferimenti – peraltro falsi – sulla mia persona, sono stato indagato in un procedimento penale. Il 17 gennaio del 2018, il giudice Luca De Ninis ha emesso nei miei confronti una sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto».
E ancora: «Dalla lettura delle motivazioni della sentenza e degli atti di indagine, in particolare delle intercettazioni telefoniche, si evidenzia che La Monaca aveva concordato l’acquisto della droga con altri due suoi amici e il circolo di cui ero vice presidente era stato indicato solo come luogo dello scambio. Da tutte le attività espletate in un maxi processo con più di 30 indagati, le uniche fonte di prova contro di me consistevano nelle dichiarazioni di La Monaca». Il 26enne, dunque, «era assolutamente certo e ben consapevole della mia estraneità ai fatti», aggiunge la vittima, «ma mi ha accusato, in maniera spregiudicata e in beffa della legge, per proteggere e coprire i reali responsabili. Peraltro, La Monaca ha ottenuto vantaggi dalla sua condotta perché, l’aver fornito il nome del presunto fornitore di droga, ha permesso al suo legale di sostenere che il proprio assistito non fosse legato all’ambiente criminale».
A quel punto il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di La Monaca. E lunedì sera, davanti al tribunale di Chieti, è arrivata la condanna. (g.let.)

