Accuse e minacce in aula E il centrodestra si spacca

12 Febbraio 2015

Cinque consiglieri contro Forza Italia: «Siete d’accordo col centrosinistra» D’Alessandro a Giangiacomo: «Morirai». Forte: «Torni il buonsenso»

VASTO. Battibecchi, accuse reciproche e perfino minacce che potrebbero avere uno strascico giudiziario. Ha riservato di tutto e di più l’ultimo consiglio comunale: convocato per l’approvazione di alcuni punti all’ordine del giorno, tra cui la “esternalizzazione” del mercato coperto di Santa Chiara e del mercato ittico di Punta Penna, è finito in bagarre con la minoranza andata letteralmente in frantumi. Le lacerazioni nel centrodestra si sono acuite a tal punto che cinque consiglieri comunali - Massimo Desiati, Etelwardo Sigismondi, Davide D’Alessandro, Nicola Del Prete e Andrea Bischia - hanno diffuso un comunicato con il quale stigmatizzano il comportamento del gruppo consiliare di Forza Italia formato da Guido Giangiacomo e Antonio Monteodorisio, parlando di «patto della vergogna».

La frattura insanabile nel centrodestra. «È ormai acclarata una intesa di fondo tra la maggioranza di centrosinistra e il gruppo consiliare di Forza Italia», affermano i cinque consiglieri, «che si evidenzia in virtù di operazioni, artatamente orchestrate, con cui la maggioranza mira a indebolire l’attività dell’opposizione e a dimostrare divisioni al suo interno. Dal canto suo il gruppo consiliare di Forza Italia si sforza di rendere visibile la propria presenza, alla ricerca di una ragion d’essere per motivi di convenienza che una gestione amministrativa consociativa può garantire. Le ragioni di questa nuova e atipica alleanza risiedono nella volontà di perpetuare una gestione amministrativa del Comune tesa alla conservazione di interessi particolari, situazioni che potrebbero, nel futuro, persino trovare riscontro nella formazione di peculiari coalizioni elettorali, il cui programma amministrativo nulla avrebbe a che fare con il rilancio economico e sociale di una città che, nel tempo, a causa di un pessimo governo locale, sta perdendo persino le speranze di riscatto».

Le minacce in aula. «Morirai prima e se non la smetti per mano mia». È la frase-choc pronunciata in un momento di rabbia da D’Alessandro dopo un vivace scambio di battute con Giangiacomo, da tempo bersaglio degli stessi colleghi di minoranza. Di «imbarbarimento» e di «spettacolo poco edificante», parla il presidente dell’assemblea civica, Giuseppe Forte. «Che cosa dovremo vedere e ascoltare ancora? Oso sperare nel buon senso e in un gesto di riconciliazione», si augura Forte, ma la vicenda potrebbe finire in Procura.

I mercati vanno ai privati. E mentre la minoranza litiga e si azzuffa, il consiglio comunale approva, con i voti della maggioranza di centrosinistra (astenuti i due esponenti di Forza Italia), la esternalizzazione del mercato coperto di Santa Chiara e del mercato ittico di Punta Penna, due strutture pubbliche. Una «regalia» per le opposizioni che hanno censurato le condizioni stabilite dall’amministrazione comunale nella proposta di delibera sottoposta all’attenzione delle forze politiche: 20mila euro l’anno a carico dell’ente quale contributo per le spese di gestione, mentre il privato che si aggiudicherà l’appalto dovrà versare al Comune un canone di mille euro l’anno e per l’intera durata della concessione fissata in dieci anni.

Anna Bontempo

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