Acido sulle tombe della ditta concorrente

San Salvo. Sostanze corrosive gettate sui loculi: denunciati due lavoratori che agivano per conto di aziende rivali
SAN SALVO. Versavano acido e sostanze corrosive sulle lapidi appena sistemate per screditare l’agenzia funebre che aveva effettuato la tumulazione e convincere i committenti che il materiale usato era scadente. D.B.C., 57 anni, di San Salvo, e P.D., 49 anni, originario della provincia di Bari ma da tempo residente a San Salvo, sono stati denunciati dai carabinieri per vilipendio di tombe e sepolcri, furto aggravato, danneggiamento e turbata libertà dell’industria e commercio. Rischiano una severa condanna oltre al risarcimento di tutto il danno prodotto.
La vicenda ha avuto inizio ad agosto. Il titolare di una agenzia funebre ha denunciato ai carabinieri la distruzione di alcune tombe che aveva appena sistemato per conto di alcuni clienti. Certo di avere fatto un buon lavoro ha capito che le incisioni funerarie appena sistemate su una tomba non potevano essersi “sciolte” da sole. I suoi sospetti si sono subito diretti contro alcuni colleghi concorrenti. «L’operatore ha riferito ai militari della caserma di San Salvo di avere sospetti su alcuni colleghi con i quali in passato c’erano già stati problemi», sostengono i carabinieri coordinati dal maggiore Amedeo Consales. «Non appena abbiamo riferito il fatto al sostituto procuratore Gabriella De Lucia, il magistrato ha deciso di fare chiarezza su quanto denunciato e ha avviato una indagine», proseguono i militari della Compagnia dei carabinieri di Vasto. I carabinieri hanno iniziato a vigilare sul cimitero, spesso in abiti borghesi o fingendosi congiunti di persone appena decedute. Quello che i militari hanno scoperto in tre mesi è sicuramente singolare. «L’operatore che ha presentato la denuncia aveva ragione. I due denunciati, nel tentativo di screditare il rivale e la sua agenzia, prendevano di mira le lapidi subito dopo la loro posa in opera», spiegano i carabinieri. «In più di una occasione hanno infranto vetrate e rotto le lampade votive. Altre volte hanno danneggiato le cornici rendendole inservibili. I due versavano sulle tombe acido o sostanze corrosive. Così facendo sulle incisioni e i nominativi dei defunti sparivano le laccature e sulle tombe si formavano le sbavature. Non contenti, in qualche caso i due si sarebbero anche impossessati di ornamenti funerei che erano vicino alle cappelle», è il riassunto fatto dagli investigatori. I carabinieri hanno accertato almeno quattro casi di danneggiamenti. «Gli episodi potrebbero essere molti di più e per questo le indagini non sono concluse», annotano i militari.
Le accuse a carico di D.C. e P.D. sono danneggiamento aggravato e continuato, vilipendio di tombe, furto oltre a turbata libertà commerciale.
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