Acqua, continuano le chiusure «Il guaio è che nessuno avvisa»

8 Marzo 2022

Proteste a Lanciano: «Domenica rubinetti a secco dalle 13 e fino alle 6 di ieri: siamo alla disperazione» D’Ippolito (Sasi): «Le rotture improvvise spiazzano anche noi. Il Verde dà 200 litri in meno al secondo»

LANCIANO. C’è chi per protesta voleva portare i piatti e le pentole del pranzo della domenica davanti alla sede Sasi per farli lavare visto che la società che gestisce il Servizio idrico integrato domenica dalle 13 e dalle 17 ha tolto l'acqua ai rioni di Marcianese, Follani, Viale Cappuccini, Gaeta, Serre, Camicie, senza preavviso e fino alle 6 di ieri mattina. E non è la prima volta che accade. Infatti a dare fastidio agli utenti non è solo il fatto che l'acqua vada via da oltre un anno e mezzo tutte le sere in alcune contrade e Comuni per “carenza idrica”, e in tutti i centri per “rotture improvvise” e “interventi programmati”, ma che non ci siano avvisi. Si apre il rubinetto e si scopre che non c’è acqua, come domenica.
LA PROTESTAA chiedere interventi per mettere fine alle chiusure e dare informazioni agli utenti è il comitato di quartiere “La Marcianese che vorrei” e la neonata associazione politico-culturale “Lanciano che vogliamo” rappresentate dall’ex consigliere comunale Renato Settembrini. «Do voce alle numerose segnalazioni per la carenza di acqua domenica e anche nei giorni precedenti per più di 12 ore senza avere informazioni precise», dice Settembrini. «A queste chiusure improvvise si sommano le sospensioni programmate e le chiusure notturne senza informazione: i cittadini sono stufi». «Chi ha bambini e anziani in casa e si trova senz’acqua all’improvviso per ore che deve fare?», chiede un utente di Follani. «Domenica ho pensato di portare le stoviglie alla Sasi per farle lavare». «Abbiamo bollette da capogiro, che potremmo abbassare usando lavatrici e lavastoviglie nelle fasce serali in cui si paga meno, ma non possiamo perché l’acqua di sera non c’è», aggiungono da Villa Andreoli. «Per quanto ancora dobbiamo subire questi disagi», riprende Settembrini. «Quando ero consigliere comunale ho avuto vari incontri con la dirigenza Sasi in cui erano stati presentati gli interventi: raddoppio dei serbatoi di accumulo a Marcianese e San Nicolino, installazione sistema di pompaggio, sostituzione/riparazione dei primi 5 km di condotte a Lanciano a partire da Marcianese e attività di ricerca guasti: che fine hanno fatto? È ora che ci sia un cambio di passo da parte dell’attuale gestione Sasi».
LA SASI«Purtroppo se ci sono rotture improvvise non possiamo fare avvisi preventivi», risponde il direttore area tecnica Sasi, Pio D’Ippolito, «in quanto alla ricerca perdite stiamo andando avanti da settembre e a queste seguono riparazioni programmate con avvisi. La carenza idrica ci porta a chiusure notturne: la sorgente Verde, nonostante l’accensione delle quattro pompe di sollevamento a Fara San Martino, eroga 200 litri in meno di acqua al secondo sul necessario: siamo nel punto più basso di sempre perché l’acqua è congelata. Le temperature rigide non fanno sciogliere la neve e si è ai minimi storici come si può vedere anche dai livelli dei laghi di Bomba e Casoli, a secco. Per quanto i lavori a Lanciano che dobbiamo affrontare col Comune abbiamo incontrato la nuova amministrazione, ma si è insediata da poco e ci ha chiesto di aspettare». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .