Acqua di fogna nei campi: scatta l’inchiesta

Torrevecchia Teatina. La Procura invia i forestali in Comune, allarmati i contadini di Torremontanara
TORREVECCHIA TEATINA. Carabinieri forestali ieri mattina nella sede del Comune per acquisire atti e documenti relativi all’area del fondovalle Alento, vicino al depuratore Aca, in zona Torremontanara, dove da mesi si verificano allarmanti sversamenti di liquami. Dopo gli esposti della polizia locale è scattata l’inchiesta della Procura.
Il 28 marzo scorso il comandante della polizia municipale Lorenzo Cesarone ha scritto all’Aca per far luce sugli sversamenti: «Si segnala come post eventi meteorici di una certa rilevanza si sia verificato lo sversamento dei tombini ivi presenti nei pressi dell’impianto di depurazione con presunto temuto inquinamento dei terreni circostanti coltivati prevalentemente a vigna e ortaggi». L’Aca rispondeva il 10 maggio comunicando che avrebbe provveduto «alla realizzazione di uno scolmatore di acque bianche prima dell’ingresso del depuratore e al rialzamento della quota soletta del pozzetto esistente in modo da scolmare acque piovane in un fosso adiacente all’impianto stesso». Il 4 maggio Cesarone aveva però scritto anche all’Arta e alla Procura, richiedendo alla prima un intervento urgente e alla seconda di accertare la sussistenza di possibili reati ambientali. Sotto accusa finiscono così sia l’impianto Aca sia la rete fognaria comunale. Scende in campo anche l’opposizione comunale. «Tantissime le segnalazioni giunte all’autorità comunale», dice Nando Marinucci di Impegno civico, «per segnalare l’inondazione puntuale a ogni evento meteorologico delle coltivazioni. Un disordine idraulico grave se non addirittura pericoloso per la salute pubblica che persiste da molto tempo e che non trova soluzioni di sorta. I lavori per la realizzazione della rotatoria che innesta la Fondovalle Alento con via Torremontanara e quelli parziali realizzati per l’area artigianale possono sicuramente aver inciso su tale disordine idraulico; lavori fermi ed incompleti e che aspettano da un decennio correzioni ed ultimazioni. La morfologia del territorio saturo d’acqua bianca e nera oramai sta cambiando ed i coltivatori sono costretti oltre, che a raccogliere i residui che rimangono, a sospendere ogni attività agricola». (a.i.)

