Acqua, il Vastese verso l’emergenza

Insufficienti i 700 litri che arrivano da Chiauci, il Consorzio di bonifica cerca soluzioni. Preoccupati sindaci e agricoltori
VASTO . Il Vastese ha sempre più sete e la risorsa idrica è sempre più limitata. Scoppia così la “guerra dell’acqua”. Il commissario del Consorzio di bonifica, Franco Amicone, ha indetto una riunione convocando tutti gli enti interessati. Presenti anche alcune sigle sindacali agricole. Gli agricoltori temono di essere ancora una volta penalizzati. «Non siamo ancora in piena emergenza ma se non dovesse piovere lo saremo, per questo il Consorzio sta cercando soluzioni. Ho già informato la prefettura», dice Amicone, «nella torre di raccolta a Cupello l’acqua è poca: 700 litri al secondo che arrivano da Chiauci non sono sufficienti. La vasca di San Lorenzo è vuota. L’Arap consulterà la Pilkington per verificare se è possibile ridurre la quantità di acqua erogata, ma sappiamo che anche l’industria ha assoluto bisogno di acqua. Una soluzione è creare uno sbarramento sul Trigno nella traversa di San Giovanni Lipioni per far convogliare più acqua verso la diga. Ho già chiesto l’autorizzazione al Genio civile. Nel frattempo invito tutti alla pazienza», dice Amicone. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, non nasconde la sua preoccupazione: «Ho incaricato i tecnici del Comune e chiesto alla Sasi di cercare di limitare le perdite. Purtroppo la rete idrica è quello che è. Confidiamo nei lavori di potenziamento ad Altino. Ai cittadini rivolgo l’invito a non sprecare acqua». «Il nostro impegno nei confronti della Sasi è pressante», dice il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, «siamo determinati nel ribadire la necessità di maggiori investimenti al fine di eliminare i problemi della rete fatiscente che perde quasi la metà dell’acqua immessa. Nonostante i rincari delle tariffe, la società non ha un chiaro piano di interventi sulla rete in questo territorio. Il Masterplan della Regione sembra coprire solo gli interventi di depurazione mentre a oggi non c’è alcun finanziamento certo per le reti idriche. Lunedì scorso», spiega la Magnacca, «si è svolta l’assemblea per l’approvazione del bilancio Sasi 2016. Le perplessità sulla gestione finanziaria della società hanno indotto diversi colleghi sindaci ad abbandonare la seduta non votando il bilancio al fine di spronare la dirigenza a prendere decisioni più concrete non limitandosi alla sola gestione della “razionalizzazione” ma di procedere all’erogazione dell’acqua». E sono sul piede di guerra anche gli agricoltori. «A noi le tasse e agli altri i servizi. Non ci stiamo», sbottano gli operatori. Nei prossimi giorni sono previste nuove riunioni alla ricerca di una soluzione che accontenti tutti: cittadini, industrie, turismo e agricoltura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

