Acqua, la protesta oggi scende in piazza

Alle 10 manifestazione davanti al municipio contro Aca e Comune: «La politica non strumentalizzi, vogliamo risposte»
CHITI. Questa mattina alle 10 la protesta sulla mancanza d’acqua nelle case torna in piazza. A poco più di un anno di distanza - l’ultima manifestazione si era svolta il 22 luglio 2020 - un gruppo di residenti dello Scalo torna a manifestare davanti al Comune. La protesta è indirizzata contro l’Aca, che gestisce il servizio idrico, ma anche il Comune è parte in causa. Perché i cittadini si rivolgono alle istituzioni tutte in cerca di risposte. È quanto specifica Elda Capriotti, una delle organizzatrici dell’iniziativa insieme ad Assunta Ronca e Liliana Esposito, dopo il sostegno alla manifestazione arrivato dalla politica.
Gli organizzatori ci tengono a non farsi strumentalizzare, ribadendo il carattere civico dell’iniziativa: «Con una Pec di martedì 24 agosto, le sottoscritte», dicono Capriotti, Ronca ed Esposito, «inviavano al Comune di Chieti e alla questura la richiesta di manifestazione pacifica di fronte al municipio per avere risposte sul loro operato, relativamente al pluriennale problema acqua. È del pomeriggio di mercoledì 25 il comunicato del sindaco che avvisava che avrebbe appoggiato la manifestazione e, dopo poco, tutti i partiti si sono prestati a scendere in piazza. Saremo lì per avere risposte e non per essere strumentalizzati dalla politica, pertanto se lunedì crederanno di usarci per fare i loro giochi, dribblando le nostre richieste come se fossero anche loro a fare domande, gireremo i tacchi e andremo via».
I manifestanti vogliono sapere cosa si può fare per attenuare la mancanza d’acqua nella parte bassa della città. Vogliono sapere se sono previsti interventi – come l’Aca aveva già da tempo assicurato – e, soprattutto, quando sono calendarizzati i lavori. Vogliono poter contare su un cronoprogramma dei lavori per poter controllarne il rispetto dei tempi. Le domande sono indirizzate in primis all’Aca, ma in secondo luogo anche al Comune, affinché a sua volta incalzi l’azienda acquedottistica perché faccia gli interventi promessi in città.
«L’anno scorso abbiamo incontrato il 22 luglio l’ex sindaco Umberto Di Primio», ricorda Capriotti, «che aveva promesso vertici con l’Aca perché partissero i lavori. A seguire ho incontrato personalmente la dirigenza Aca che aveva promesso interventi entro l’anno. Ma nulla si è mosso». Nel frattempo è tornata una nuova estate all’insegna della carenza idrica: da luglio in città si va avanti con chiusure notturne sul colle e riduzione della portata idrica allo Scalo. E allo Scalo la riduzione della portata ai piani alti delle palazzine senza autoclave diventa assenza d’acqua sia di notte che di giorno.

