Acqua, piano contro l’emergenza: tre milioni per le nuove tubature

La presidente dell’Aca Brandelli: «In arrivo reti super tecnologiche per prevenire rotture e perdite» E sulle polemiche con il Comune: «Poca collaborazione dalla giunta, colpe scaricate solo su di noi»
CHIETI. Un progetto da circa tre milioni di euro per creare una mappatura digitale della rete idrica: un sistema super tecnologico con cui sarà possibile conoscere i punti di usura delle tubature e prevenire le perdite. È il nuovo piano dell’Aca per fronteggiare la crisi idrica in città: una serie di interventi che sarà finanziata con i fondi europei del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L’Aca ha ottenuto in totale 13 milioni e 842mila euro per realizzare nuovi lavori sulle reti idriche del territorio e dedicherà una parte di questi soldi a Chieti. «È un grande risultato», spiega la presidente dell’Aca Giovanna Brandelli, «perché il punteggio tecnico attribuito al nostro progetto (27.80, ndr) è il più alto tra quelli presentati da tutti i gestori abruzzesi e il terzo tra tutti gli interventi finanziati dal Pnrr per il Sud Italia». Un progetto con un obiettivo ambizioso: mettersi alle spalle i problemi della rete idrica teatina.
IL PROGETTO
Lunedì scorso il piano dell’Aca è stato acquisito dalla giunta guidata dal sindaco Diego Ferrara. Un progetto a cui l’azienda lavora da quasi un anno: «Abbiamo creato un team di lavoro dedicato solo al Pnrr (messo anche a disposizione dell’Ersi, ndr)», dice Brandelli, «muovendoci già da agosto 2021. Abbiamo potenziato anche una collaborazione con il dipartimento di ingegneria delle reti dell’università d’Annunzio». Il nuovo piano prevede la creazione di una mappatura super dettagliata delle reti e l’installazione di strumenti di misura per l’acquisizione di tanti parametri (diametri, spessori, punti di discontinuità, frequenza ed entità delle variazioni di pressione, memoria dello stress) che messi a sistema consentono di valutare dove intervenire con più urgenza. L’obiettivo dell’Aca è governare le reti idriche grazie alla digitalizzazione, puntando sulla prevenzione: «Dal 2020 abbiamo fatto tantissimi interventi di manutenzione preventiva», prosegue la presidente Brandelli, «e promosso una politica di sensibilizzazione dell’uso di risorse, forse anche impopolare, chiudendo l’emorragia di acqua in fontane pubbliche prive di sistemi di ricircolo. Ora è necessario distrettualizzare le reti in regioni più piccole, per restringere l’area di danno in caso di perdita improvvisa di acqua».
«STOP ALLE POLEMICHE»
L’arrivo dei fondi europei per il progetto sulla rete idrica teatina potrebbe segnare l’inizio di una nuova era anche nei rapporti tra l’Aca e il Comune di Chieti, dopo anni di polemiche feroci: «Abbiamo sempre avuto grande attenzione per Chieti», spiega Brandelli, «che invece si è distinta per i tanti scontri mediatici che ha cercato e un’intera campagna elettorale fatta contro Aca: il Comune ha gestito il servizio idrico fino al 2017 ed erano tutti consapevoli dei gravi problemi, nonostante ciò hanno scaricato tutte le colpe su di noi. Mi dispiace perché, a fronte della loro consapevolezza del problema, non abbiamo trovato collaborazione né una documentazione tecnica adeguata sulle reti: abbiamo scoperto la rete di Chieti lavorando sul territorio». E poi arriva la precisazione sulle perdite record in città: «Dispiace che il Comune abbia detto che le perdite sono cresciute con Aca: nel 2017 sono state contabilizzate anche le perdite amministrative, tra cui tantissime utenze abusive e 117 utenze del Comune non a ruolo. Credo che fra enti ci debba essere collaborazione, evitando di perdere tempo con le polemiche».
L’arrivo dei fondi per le reti idriche abruzzesi è stato accolto con entusiasmo anche da Sara Marcozzi, esponente di Impegno civico: «È un motivo in più per far insediare subito la commissione d'inchiesta sull'acqua, già votata all'unanimità in Consiglio regionale».

