Acqua, Sasi apre un laboratorio «Analisi veloci e taglio dei costi»

La struttura, con macchinari anche dell’ex Negri Sud, realizzata nell’ex stabilimento Pozzolini K48 Il presidente Basterebbe: risparmio di 180mila euro l’anno, presto il bando per altre 40 assunzioni
LANCIANO. Analisi delle acque da bere e di scarico più veloci; risparmio per le casse Sasi di 180mila euro l’anno; nuova vita per alcuni macchinari dell’ex Mario Negri Sud e maggiore sicurezza per gli utenti. È il laboratorio aziendale di cui si è dotata la Sasi, presentato ieri ma che ha già eseguito 5mila analisi dal suo completamento nel luglio scorso. Laboratorio di cui è responsabile il biologo Tommaso Pagliani con due stagisti in aiuto. «Abbiamo finalmente il nostro laboratorio, ma dobbiamo strutturarlo sul fronte del personale visto che i tre esperti sono interinali», dice il presidente Sasi, Gianfranco Basterebbe. «Dobbiamo fare almeno 40 assunzioni e a breve pubblicheremo un primo concorso».
IL LABORATORIOOccupa una parte dell’ex stabilimento Pozzolini K48 nella zona industriale, il laboratorio Sasi la cui idea di costituzione risale al 2018. Dopo vari passaggi burocratici, lavori e il Covid, ha visto finalmente la luce e da ieri è pienamente operativo. Stanze ampie con macchinari all’avanguardia, alcuni presi dal fallimento del Mario Negri Sud, il laboratorio permette di analizzare la qualità delle acque, i metalli, oltre alle caratteristiche chimiche e batteriologiche. «La realizzazione della struttura ha un vantaggio economico», precisa subito il presidente Basterebbe, «perché permette di risparmiare 180mila euro annue per le analisi fatte in laboratori privati esterni ma soprattutto di avere dati immediati sulla qualità dell’acqua fondamentali quando ci sono problemi, come è capitato nei mesi scorsi a Fossacesia. Maggiore efficienza a costi bassi, perché anche i locali sono di proprietà Sasi». «Ridiamo un pezzo di vita ad arredi di laboratorio e piccola strumentazione residua del Negri Sud», commenta Pagliani che ha guidato l’ex Centro di ricerche a Santa Maria Imbaro e ora guida il Sasi-lab. «Che ha già prodotto risultati», precisa il biologo, «avendo già effettuato circa 5.000 analisi. Attualmente il laboratorio effettua il controllo mensile delle acque captate in corrispondenza delle sorgenti principali Verde, Avello, Sinello, Capovallone determinando per ciascuna il profilo chimico, fisico e microbiologico. Possiamo dire che, in base al massiccio roccioso e all’altitudine di captazione, hanno caratteristiche simili le acque del Verde con Avello e Sinello con Capovallone. Sono acque ottime, con un equilibrio di sali minerali». Non solo: il laboratorio si occupa anche della caratterizzazione chimica delle acque di infiltrazione, per capire da dove derivano e che composizione hanno e della qualità di alcuni corsi d’acqua e del litorale. Da implementare le analisi delle acque di scarico.
DIPENDENTI E ASSUNZIONIC’è però un neo per il laboratorio: il personale ha contratti a termine. «Il laboratorio conta sul dottor Pagliani, responsabile della struttura, che è interinale e su due collaboratori, Enzo Rosica e Cristian Carosella, che hanno contratti a termine», fa notare Basterebbe. «Non si può andare avanti così, abbiamo bisogno di stabilizzare alcuni dipendenti e di fare assunzioni. C’è un confronto con l’Ersi sul personale perché sostiene che dobbiamo rientrare in costi che prendono in riferimento il bilancio 2011, ma in 10 anni il bilancio è cambiato, fatturiamo 40 milioni di euro, il doppio, e occorrono almeno altri 40 dipendenti. Come è possibile poi che la società Ruzzo con 3mila chilometri di reti e 39 comuni gestiti conta 300 dipendenti e la Sasi, con 7.700 km di reti, 87 Comuni ha solo 173 dipendenti? Serve personale e al di là delle valutazioni Ersi, siamo pronti a indire il primo bando a breve».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

