Acqua, servono 30 milioni per il Vastese

Il presidente Basterebbe: il problema non sta alle sorgenti ma nelle condutture di oltre 40 anni fa, la Regione ci aiuti
LANCIANO. Trenta milioni di euro per rifare la condotta est dell’acquedotto del Verde, che da Casoli arriva a Vasto, e costruire il potabilizzatore ad Altino o alla diga di Chiauci. È questa la soluzione per far arrivare acqua nel Vastese senza più chiusure. A spiegarla è il presidente Sasi, ente che gestisce l’acqua in 87 comuni chietini, Gianfranco Basterebbe, pronto ad andare in Regione per spiegare la situazione e chiedere i fondi.
LE RETI. Basterebbe ha indetto una conferenza stampa per cercare di placare le proteste nel Vastese, dove ci sono Comuni con acqua poche ore al giorno, e nei paesi sangrini di Atessa, Paglieta, Altino, dove l’acqua viene chiusa e razionata dalle 22 alle 6 per aiutare proprio il Vastese. «Sembrerà strano», spiega Basterebbe, «ma la situazione dell’acqua alle sorgenti quest’anno è migliore degli anni precedenti, nonostante il ghiacciaio della Maiella si sia ristretto. Ci sono state rotture, purtroppo due ravvicinate lungo la rete principale dell’acquedotto est che alimenta ben 18 Comuni, da Casoli al Vastese, che hanno causato la chiusura dell’acqua con i conseguenti disagi visto che le riparazioni portano via un giorno intero. Abbiamo 2.500 chilometri di linea primaria di cui il 95% è vecchio di 50 anni, e questo è il cuore di tutti i problemi. Sono reti che la Cassa per il Mezzogiorno aveva certificato come durata 40 anni: siamo oltre. E ci sono linee sull’Avello del 1920. Nonostante le difficoltà diamo più acqua nel Vastese: su Lanciano eroghiamo 170 litri al secondo, su Vasto 320 litri al secondo, e non bastano». Lampante quindi il problema delle reti visto che la condotta Fara San Martino-Lanciano è stata inaugurata 5 anni fa, risolvendo il problema della carenza idrica nell’area lancianese. «Abbiamo 7 milioni di euro per le reti dal Masterplan e 20 milioni per la depurazione», riprende Basterebbe, «e i 7 milioni servono per interventi tampone».
GLI INTERVENTI. Già stanziati 3.100.000 euro per le reti a Vasto e San Salvo e ricerca perdite, 400.000 euro per nuova condotta dal potabilizzatore Arap al serbatoio Sasi, altri fondi per due rilanci ad Atessa e Perano, e per ampliare la sorgente di Rosello. «Recuperiamo acqua dove possiamo», dice il presidente, «ma la soluzione è trovare 30 milioni per la condotta nuova Casoli-Scerni e il potabilizzatore. Sarebbe bello avere anche altri fondi per la terza condotta dalla sorgente di Fara San Martino». «La Sasi è l’unico gestore a non avere il potabilizzatore», sottolinea Pio D’Ippolito, responsabile dell’area operativa Sasi, «e nonostante ciò non abbiamo creato problemi né al turismo, visto che mai abbiamo tolto acqua a Vasto e San Salvo marina, né alle aziende. Inoltre non è nostro interesse chiudere, perché con la riapertura si verificano spesso rotture». «Noi siamo i gestori», chiude Basterebbe, «il controllo è della Regione e non lo dico per scaricare su altri le responsabilità. Stiamo facendo tutto il possibile per limitare i problemi ma senza risorse si potrà fare ben poco. Abbiamo chiesto un incontro con il Presidente della Regione per i fondi, e la prossima settimana intanto andremo a Vasto per un consiglio comunale sul caso-acqua».
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