«Acqua, tariffe più care ma rete colabrodo»

L’associazione Porta Nuova chiede a Sasi e Comune che fine hanno fatto i soldi per i lavori sulle condotte
VASTO . Acqua sempre più rara e cara. Il servizio idrico è passato da 128 euro annui a 336,52 euro, un incremento del 262,6%. In compenso i vastesi ricevono il 50% di acqua. Così l’associazione civica “Porta Nuova” invita Sasi e Comune a spiegare dove sono finiti i soldi incassati con gli aumenti, dal momento che la rete idrica da 30 anni non viene rinnovata. «Nel dicembre 2002, con la gestione comunale del servizio idrico una famiglia di 4 persone residente a Vasto, per un consumo di 200 metri cubi annui (consumo medio stimato in ambito nazionale, ndc), sosteneva una spesa di 128,16 euro. La stessa famiglia si troverà quest’anno a spendere 336,52 euro. Un incremento perfettamente in linea con quanto previsto sia dal vecchio Piano d’ambito del 2002 che da quello, aggiornato, del 2011», sostiene Michele Celenza dell’associazione, «in entrambi i piani gli aumenti tariffari erano finalizzati a finanziare un corposo piano di investimenti volto all’ammodernamento della rete da tutti considerata inadeguata, in particolare a Vasto e nel Vastese. Nel periodo 2003-2009 il 93,7% degli investimenti programmati, pari ad oltre 105 milioni di euro, non è stato realizzato. Quanta parte degli oltre 112 milioni di investimenti previsti dal nuovo Piano d’ambito per gli anni 2010-2017 è stata posta in essere? Il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe ha dichiarato che a Vasto mancano investimenti dal dopoguerra. Allora i soldi degli aumenti dove sono finiti?», chiede l’associazione. Oggi la questione idrica è tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale. «Ci aspettiamo risposte», dice Celenza, «ma secondo lo Statuto comunale il sindaco deve indicare “entro il mese di settembre di ogni anno apposite conferenze dei servizi locali per esaminare l’andamento della qualità, quantità, efficienza ed efficacia dei servizi”». (p.c.)

