«Acque pulite lungo la Costa dei trabocchi»

17 Maggio 2018

Il presidente Sasi: investiti 53 milioni su nuovi depuratori e fogne, risultato certificato anche dall’Arta

LANCIANO. «La Sasi ha investito milioni di euro investiti per nuovi depuratori e fogne e per la dismissione degli impianti vecchi e malfunzionanti: il risultato di tanto lavoro sono le acque pulite lungo tutta la Costa dei trabocchi, come certificato dall’Arta». È il presidente della società dell’acqua, Gianfranco Basterebbe, a fare il punto su depurazione e fosse Imhoff alla vigilia della stagione balneare. «Negli ultimi anni la Sasi ha fatto investimenti per 53 milioni di euro», precisa Basterebbe, «su depurazione e fogne. Abbiamo costruito nuovi impianti, come a Lanciano e Fossacesia, e tre sono in fase di realizzazione ad Atessa. Sono tre dei 12 depuratori sequestrati dalla Procura di Lanciano nel 2015 e nel 2016 e ancora sotto custodia giudiziaria dei sindaci e che, alla luce dei lavori fatti e di quelli in corso, chiederemo di “riavere”. Oltre agli impianti di depurazione ci stiamo occupando delle fosse Imhoff». Proprio la rottura di una fogna che scarica nella fossa Imhoff a Santa Calcagna ha portato a processo Basterebbe e Pio D’Ippolito, responsabile delle attività operative della Sasi, per inquinamento ambientale (l’udienza è aggiornata al 3 luglio). Fogna subito riparata. «Abbiamo circa 700 fosse Imhoff da gestire, spesso collocate in zone inaccessibili, e i fondi per la loro gestione sono stati sempre insufficienti», dice il presidente Sasi, «quella di Santa Calcagna, collocata in un’area del demanio autostradale, riceveva i reflui del centro commerciale vicino ma era sottodimensionata e si è rotta. Così tra l’agosto 2016 e il marzo 2017 siamo intervenuti intercettando a monte i reflui del complesso commerciale e inviandoli in una vasca di sollevamento, collegata ad un depuratore, proprio per evitare problemi ambientali. Quel pozzo, però, deve essere smantellato come gli altri 700 che abbiamo, come chiede il Piano di tutela delle acque. Approvato nel 2015, il piano prevede entro 6 anni di dismettere tutte le fosse Imhoff. Per farlo servono 35 milioni di euro e al momento la Sasi ne ha solo sette». Lavori fatti e da fare che influiscono positivamente sulla qualità delle acque di balneazione, come attestato dall’Arta. «L’unica linea rossa riguarda il tratto sud del Foro a Ortona», chiude Basterebbe, «per la prima volta, infatti, i risultati sono buoni anche alla foce dei fiumi Feltrino, Sangro, Sinello e Moro. Qui ci sono divieti di balneazione “storici” che si spera entro 2 anni di poter eliminare». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.