Ad Atessa l’ospedale di comunità con la Rsa

16 Dicembre 2016

Definito il futuro del San Camillo con attività cliniche e diagnostiche. Palena: «Sdegno generale»

ATESSA. La riconversione dell’ospedale San Camillo è cosa fatta. Il direttore generale della Asl Lanciano-Chieti-Vasto, Pasquale Flacco, ha preso ufficialmente atto del decreto commissariale del 13 agosto 2016 (Riordino della rete ospedaliera della Regione Abruzzo). E questo sarà il futuro: ospedale di Comunità con annesso Ppi (Punto di primo intervento) e attività residenziali e semi-residenziali per anziani non autosufficienti e malattie cronico degenerative. Previste attività cliniche e di diagnostica per immagini adeguate ai fabbisogni territoriali e vocazioni della struttura riconvertita. I posti letto per Rsa (residenza sanitaria assistita) anziani saranno 20 e 20 per semi-residenze anziani. I servizi garantiti saranno: attività ambulatoriale specialistica con particolare riferimento alla medicina interna, nefrologia e dialisi, cardiologia, ortopedia, oculistica, ginecologia e altre specialità necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza; punti prelievi, radiografia, ecografia, radiodiagnostica tradizionale, tac. Tra le attività cliniche erogabili, le prestazioni chirurgiche in regime ambulatoriale da esperire in condizioni di sicurezza per i pazienti tenendo anche conto della dotazione della struttura; la medicina e la lungodegenza saranno trasferite a Lanciano.

Si annuncia la resa dei conti nelle forze politiche atessane, in previsione della campagna elettorale per le comunali di primavera che si prevedono al calor bianco. Il consigliere comunale di maggioranza, Gianleucio Palena, chiede al sindaco Nicola Cicchitti «di raccogliere lo sdegno della comunità atessana e lo tramuti nell’ennesimo consiglio comunale da convocare in maniera aperta a tutte le forze politiche e associazioni del territorio per la fine ingloriosa di quest’ospedale. Una Regione con a capo Luciano D’Alfonso», dice Palena, «che non ha minimamente tenuto conto dell’importanza e incidenza economica che l’intero Sangro è capace di esprimere in Abruzzo, privilegiando Comuni con a capo maggioranze dello stesso colore di quella regionale e meno importanti del territorio sangrino». «Questo è quanto rimane dell’illustre passato del presidio di Atessa: da ospedale a cronicario», afferma il vicesindaco, Enzo Pellegrini, che aggiunge: «Si è trattato di un disegno tanto voluto dalla Regione, portato avanti come un credo, cercando anche di persuadere amministratori locali e cittadini che fosse cosa buona e giusta».

Matteo Del Nobile

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