Ada d’Adamo, oggi l’ultimo saluto a Ortona

Ieri a Roma i funerali della scrittrice. Il feretro sarà stamane in via Martella dalle 8 alle 12 per l’addio
ORTONA. Anche Ortona dice addio alla sua amata scrittrice Ada d’Adamo. Oggi, tutti gli amici che lo desiderano, possono dare l’ultimo saluto ad Ada che è tornata nella casa del commiato Cieri in via Silvio Martella, dalle 8 alle 12. Per lei un abbraccio lungo da Roma fino a Ortona. Si sono svolti nella mattinata di ieri, nella chiesa di Sant’Eusebio all’Esquilino in piazza Vittorio Emanuele II a Roma, i funerali della finalista del premio Strega 2023. Ad accogliere il feretro, adornato da fiori bianchi e rosa, la famiglia e una folla di persone commossa per la scomparsa della delicatissima Ada. Dolore e lacrime. Dignità e riservatezza. Emozioni che hanno rispettato la personalità di Ada. Oggi torna nella sua città natale. È a Ortona che ha trascorso la sua infanzia e poi gli anni spensierati dell’adolescenza. Ada è cresciuta lasciando un segno indelebile nel cuore di tutti quelli che l’hanno conosciuta. L’arte, la scrittura, il teatro, le passioni di Ada. La danza in cima a queste. Una vita sulle punte. Ballava dall’età di tre anni e mezzo, insieme alle amiche con cui ha instaurato un legame prezioso. Tra queste, il ricordo di Paoletta, come amava chiamarla lei, che recita così: « Ada e io eravamo amiche sin dall’infanzia, avendo frequentato l'asilo e le elementari nella scuola delle suore francescane di Gesù Bambino ad Ortona. Proprio lì, all'età di 3 anni e mezzo abbiamo messo le scarpette rosa e sognato di diventare ballerine frequentando le lezioni di danza di Myky Frattaruolo. Eravamo le sue adorate "scricciole" e formavano una coppia danzante inossidabile. Riguardo ora le foto scattate durante i saggi finali annuali e gli spettacoli in varie città d'Abruzzo. Mi fa tanta tenerezza rivederci piccole e magroline, sorridenti e sempre in coppia, la bionda e la bruna, un duetto armonioso e virtuoso che guarda sempre nella stessa direzione. Ada ha poi inseguito il sogno a Roma, io sono volata via con la famiglia negli Stati Uniti e intrapreso un differente percorso professionale.
Ma un filo invisibile ci ha sempre legato: l'affetto reciproco e l'amore per la danza. Grazie Ada, per quanto abbiamo condiviso, per quello che sei stata, un esempio di gentilezza, eleganza, generosità, accoglienza, ti porterò sempre nel mio cuore». (b.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

