Addio a Banca Teatina da lunedì debutta l’Ubi

22 Febbraio 2018

Nella sede della Colonnetta gli uffici direttivi e anche la filiale di viale Croce «Per i 100mila clienti ex Carichieti non cambia nulla, più servizi e vantaggi»

CHIETI. Da lunedì prossimo non ci sarà più traccia di Banca Teatina. Ci sarà solo Ubi, con circa 100mila clienti in più, quelli della ex Carichieti. La fusione verrà ultimata con il passaggio tecnico, ad alto impatto tecnologico, della migrazione dei dati elettronici. Per i 100mila clienti ex Carichieti ed ex Banca Teatina «non cambia nulla, ci saranno solo servizi in più: da quelli on line a quelli con consulenti personalizzati che li seguiranno più da vicino», ha assicurato l’amministratore delegato di Banca Teatina Raffaele Avantaggiato. Insieme a lui, a spiegare gli effetti della fusione, sono stati ieri mattina il presidente di Banca Teatina Osvaldo Ranica e il direttore della macroarea territoriale Marche Abruzzo di Ubi Banca Nunzio Tartaglia. Quest’ultimo è l’unico che rimarrà al suo posto dopo la fusione, visto che Avantaggiato e Ranica a fine settimana lasceranno l’incarico, cessato con la fine di Banca Teatina, e torneranno nei quadri Ubi. Tartaglia, invece, si dividerà tra Jesi, in provincia di Ancona, e Chieti. A Jesi si trova infatti la sede principale della macroarea Marche e Abruzzo, la sede secondaria, quella che riguarda l’Abruzzo, si trova invece a Chieti, nello stabile della Colonnetta. Lì ci sarà anche la direzione territoriale che riguarda Chieti e provincia. A Pescara c’è la seconda direzione territoriale, che riguarda il resto della regione (senza però sede della macroarea). Il nuovo direttore territoriale sarà Ivano Farotti. A pian terreno, nella sede di via Colonnetta, verrà spostata anche la filiale che si trova in viale Croce. Mentre la sede storica di corso Marrucino resterà operativa. Alla Colonnetta, dove lavorano circa 150 persone, si è cercato di lasciare più cose possibile, anche spostandovi lavorazioni che nel gruppo Ubi si facevano altrove.
«Lunedì prossimo i 100mila nuovi clienti Ubi», ha detto Tartaglia, «si troveranno a poter usufruire di una serie di importanti vantaggi che solo un grande gruppo nazionale come Ubi può offrire. Quattro su tutti. Dal credito non contingentato, a condizioni economiche più competitive, visto che, essendo la materia prima pagata meno rispetto a una banca territoriale, la disponibilità di credito è a costi più bassi. E ancora, a un portafoglio di prodotti e servizi all’avanguardia e alla capacità di supportare le aziende, soprattutto le più piccole, nella crescita e nell’internazionalizzazione». La prova generale della migrazione dei dati è stata fatta già con successo lo scorso fine settimana. Sabato e domenica ci sarà la migrazione vera e propria. Lunedì, dunque, anche l’ultima delle tre banche acquisite (le altre due sono le ex Banca Marche e Banca Etruria) passerà definitivamente in Ubi. Il percorso è iniziato a gennaio 2017 (con l’offerta vincolante di Ubi di acquistare le tre banche), si è concretizzato a maggio scorso, quando è stato perfezionato l’acquisto, e per la ex Carichieti, la decima banca ad entrare in Ubi, diventerà realtà da lunedì prossimo.