Addio a Bellelli, lo psichiatra e intellettuale amico di Capovilla

30 Luglio 2024

Aveva 88 anni, nel Sessantotto con un gruppo di giovani coetanei diede la svolta alla cultura teatina Domani i funerali a Sant’Antonio, lascia la moglie e quattro figli tra cui il procuratore capo di Pescara

CHIETI. Sì può diventare rivoluzionari parlando a bassa voce. E si può essere cattolici, credenti e di sinistra. Tiziano Bellelli è stato un intellettuale, cattolico e di sinistra. Uno psichiatra e neuropsichiatra infantile con un pensiero libero che volava alto. Molto in alto.. Ieri mattina, alle 13, e all’età di 88 anni, Bellelli ha chiuso per sempre gli occhi, lasciandosi alle spalle il profumo della coerenza e il ricordo di un uomo colto che, con le sue idee democratiche, animò la cultura teatina in anni formidabili, rompendo gli schemi clericali e democristiani.
Era il 1968 quando, nella città della camomilla, nasceva un movimento che si chiamava “Esprit” e s’ispirava al filosofo francese Jacques Maritain. Quei ragazzi illuminati diedero vita al periodico “Il Dibattito”. C’erano, con Bellelli, il docente di storia e filosofia Roberto Leombroni, Enzo Ciammaglichella, Florindo Liberati, Maria Lucia Nuzzo, e tanti altri. Ognuno di loro contribuì, secondo le proprie competenze, ad arricchire il dibattito democratico in città, invitando, di volta in volta, personaggi del calibro di Michele Pellegrino, cardinale e letterato, oppure lo scrittore Ernesto Balducci e il politologo Lelio Basso.
Formidabili quegli anni persino a Chieti”, è il titolo di un libro del professor Leombroni che, parafrasando un celebre titolo di Mario Capanna, racconta del ’68 in una città niente affatto della camomilla. Un libro in cui il nome di Bellelli ricorre spesso. «Tenace combattente per la causa della psichiatria democratica», dice di lui Leombroni, riassumendo in una sola frase l’impegno di Bellelli nella vita e nella professione, entrambe segnate da un’inscalfibile onestà e dalla passione per le idee innovative di Franco Basaglia nella cura della sofferenza psichica e nel conforto.
La rottura degli schemi, che per anni hanno segnato la nostra città, si ravvede anche nel rapporto d’amicizia e stima che ci fu tra Bellelli e il cardinal Loris Capovilla. Un legame nato nei quattro anni che quest’ultimo trascorse a Chieti da arcivescovo. Entrambi spiriti liberi. E ancora: lo studio approfondito della cultura ebraica e degli orrori della Shoah, ci aiutano a capire il percorso di uno psichiatra colto e intellettuale che non ha mai smesso di cercare risposte, anche di fronte all’elaborazione di un lutto epocale e globale.
Lascia la moglie Angela Cosentino e i figli Giuseppe, procuratore della Repubblica a Pescara, Enrico, docente di Biologia, Marco, radiologo a Lanciano e Cristina, insegnante di lettere. I funerali si terranno domani, alle 10,30, nella parrocchia di Sant’Antonio.
Con Bellelli se ne va una parte bella di Chieti, formidabile, libera e irripetibile.
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