Addio a De Tiberiis, giudice e appassionato di storia teatina
ll magistrato e docente universitario si è spento all’età di 84 anni, oggi i funerali a Sant’Antonio Era stato vicegovernatore dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, Giannini: era coltissimo
CHIETI. Aveva saputo coniugare l’amore innato per la sua città alla passione per la storia: un connubio da cui sono nati molti libri sulla storia teatina. È il lascito di Francesco Giuseppe De Tiberiis che rimarrà per sempre alla città. De Tiberiis, magistrato e docente universitario, è venuto a mancare ieri all’età di 84 anni.
Laureato in legge a Urbino, assistente universitario prima e poi in forze al ministero dell’Istruzione a Roma, De Tiberiis tornò nella sua città come giudice pace, sezione che ha coordinato. Professore universitario di storia, De Tiberiis ha scritto molti libri di storia. Sulla scorta dei maestri Orio Giacchi e Cesare Magni, spostò ben presto i suoi interessi di ricerca verso gli studi storici in chiave giuridico-economica. A Roma, per le Edizioni scientifiche italiane di Napoli, pubblicò due volumi, uno su Ferdinando II, l’altro sul pensiero autonomista meridionale dopo l’unità d’Italia, intitolato “Le ragioni del Sud”, insieme a numerosi saggi sulla questione meridionale e sul brigantaggio post-unitario. Un saggio sulla Rassegna di Roma sul Giacobinismo teatino segna nel 1987 la sua “conversione” agli studi di storia moderna. Tornato a Chieti furono diversi i lavori dedicati alla città. Si è occupato anche di personaggi teatini illustri come Romualdo De Sterlich e Federico Valignani. Figlio di un confratello dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, entrò di diritto nella confraternita al compimento dei 21 anni. Ne uscì solo qualche anno fa, sotto il peso degli affanni dell’età. Dell’arciconfraternita fu vicegovernatore.
«Era legatissimo all’arciconfraternita», dice l’avvocato Marco Giannini, anche lui appartenente al Sacro Monte dei Morti, «ci siamo conosciuti proprio nell’ambito delle attività dell’arciconfraternita ed è nata subito un’amicizia, anche grazie alla passione comune per la ricerca storica. Insieme abbiamo anche scritto un volumetto, la sua ultima opera, dedicato proprio alla storia dell’arciconfraternita. Era un uomo molto colto, con lui potevi parlare di qualsiasi argomento, ed era sempre disponibile ad aiutare chi era in difficoltà».
Lucido sino alla fine, De Tiberiis si è spento serenamente nella sua casa di via Salomone, il funerale ci sarà oggi alle 11, a Sant’Antonio Abate. (a.i.)

