Addio a don Taddeo stroncato da un ictus

Il decesso del sacerdote, 54 anni, nella sua India. È stato parroco a Taranta per 5 anni e vice ad Atessa
TARANTA PELIGNA. È morto ieri a Tuticorin, in India, don Taddeo Yogaraj, sacerdote di 54 anni, ex viceparroco ad Atessa, già parroco a Taranta Peligna da dove fu trasferito a Casalbordino. Era ritornato in India, la sua patria, lo scorso anno per motivi familiari e ha lasciato in Italia un ricordo vivo e bello. È morto in seguito a un malore. Così lo descrive l’atessano Giuseppe Rancitelli: «Di una umiltà unica, sempre al servizio di tutti, sempre disponibile, sempre sorridente, così straordinariamente simpatico con quel suo accento particolare, don Taddeo è stato per diversi anni il viceparroco nella parrocchia di San Leucio».
Mentre il parroco di Atessa, don Loreto Grossi, afferma: «Lo ricordiamo con affetto per la sua semplicità e affabilità. Martedì l’ho sentito per gli auguri di Pasqua, è stata una bella chiacchierata. Domenica lo ricorderemo e pregheremo per lui in tutte le celebrazioni». Filippo De Marco, di Taranta, così dice: «La morte di un uomo giusto. Non potevi stare su questa terra di sciacalli. Eri troppo buono. Eri troppo dolce. Eri troppo sensibile. Ora sei faccia a faccia col Dio che hai amato più di te stesso, veglia su di noi. Era come don Milani: sempre dalla parte degli ultimi». A Taranta, don Taddeo rimase quasi cinque anni e malgrado qualche incomprensione non serbò mai rancori. Era fatto così don Taddeo. «Uno che», come ricorda De Marco «credeva in ciò che diceva. Don Taddeo ha misurato la sua vocazione nell’amore a Dio, alla chiesa e agli altri e in questo amore libero, gratuito, totale, ha amato Taranta e i suoi cittadini, li ha amati tutti e nonostante tutto perché l’amore non si misura ma si dona anche quando fa soffrire». Un manifesto funebre, a Taranta così lo ricorda: «Noi tutti che abbiamo conosciuto don Taddeo abbiamo ricevuto parole sapienti, sorrisi incoraggianti, testimonianza di intensa vita di preghiera. Il suo morire è rivelazione: ciascuno ora capisce meglio quella parola, torna alla memoria con inedita incisività quel momento vissuto insieme, quella prossimità gentile, quella fraternità semplice e intensa».
Il funerale domani alle 9 (ora indiana) a Tuticorin, nella cattedrale dei Sacri Cuori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

