Addio a Esfandiar, il signore dei tappeti

7 Dicembre 2022

Il 66enne iraniano scappò dalla dittatura del suo Paese e si rifugiò in città. Domani mattina i funerali

CHIETI. Lo chiamavano Stefano, ma il suo vero nome era Esfandiar Rahbar Binaei. Era arrivato a Chieti dall’Iran per sfuggire al regime autoritario dell’Ayatollah Khomeyni, che sul finire degli anni Settanta trasformò la monarchia del Paese in una repubblica islamica sciita, e aveva aperto un negozio di tappeti persiani in centro storico. Da allora la sua gentilezza e disponibilità avevano fatto breccia in città, dov’era molto conosciuto. Il “signore dei tappeti” è morto ieri all'età di 66 anni. Il negozio di Porta Pescara da dove si affacciava tra i suoi tappeti con il sorriso perennemente impresso sul volto, resterà ora alla moglie Rita Di Santedicola.
A quei tappeti era rimasto attaccato perché rappresentavano quello che rimaneva della cultura del suo popolo. Un popolo che aveva dovuto lasciare, abbandonando anche la numerosa famiglia. «Ne sentiva la mancanza, ma non lo faceva mai vedere, nascondendo la sofferenza dietro il sorriso», ricorda l’amico Paolo Del Ponte, «nel corso degli anni si è meritato la stima di tutti, perché era un uomo profondamente buono, per nulla attaccato al denaro e sempre pronto ad aiutare chi era in difficoltà. Perché lui le difficoltà le aveva vissute sulla propria pelle in Iran. Ricordo la grande festa che fece quando ebbe la cittadinanza italiana, probabilmente segno della volontà di rigettare non il suo paese d’origine, quanto il regime che vi si era instaurato. Quando parlavo con lui e chiedevo qualcosa, mi rispondeva sempre allo stesso modo: “Inch’Allah”, se Dio vuole». «Che la tua anima sia felice. La comunità persiana ricorda con affetto l’amico Esfandiar che prima in Iran e poi in Italia si è sempre distinto per senso di giustizia e resilienza. Che la terra ti sia lieve. Ciao ragazzo», ha scritto l’amico Feridoun Jamali, titolare di uno studio veterinario a Chieti. Esfandiar aveva aperto una rivendita di tappeti anche a Guardiagrele e anche lì era conosciuto e apprezzato. Gli capitava spesso di vendere i suoi tappeti orientali in giro per l’Abruzzo. Il 66enne era di religione cattolica, il funerale si tiene domani mattina alle 9 nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate. (a.i.)