Addio a “Fil”, memoria storica guardiese

Guardiagrele. È morto a 93 anni Filippo Di Pretoro, l’ex barista che ha scritto degli anni della guerra
GUARDIAGRELE. Guardiagrele perde un pezzo di storia. Si è spento all’età di 93 anni Filippo Di Pretoro, una delle menti più fervide della storia della cittadina, da tutti conosciuto come “Fil”. Nato nel settembre del 1927, aveva vissuto tutte le difficoltà della Seconda guerra mondiale, compreso il tragico bombardamento delle forze alleate del 3 dicembre 1943, nel quale persero la vita la madre allora cinquantenne, Marietta Masciarelli, e il fratello Candido di soli 11 anni.
Di Pretoro nel Dopoguerra aveva svolto per tanti anni l’attività di barista nel celebre locale che portava proprio il suo nomignolo, “Fil”, che si trovava nella centralissima piazza Santa Maria Maggiore. Era sua consuetudine fermarsi spesso a parlare con la gente di fatti, aneddoti e ricordi della vita paesana.
Con il raggiungimento dell’età della pensione si era poi dedicato alla scrittura, e nel 2008 aveva dato alle stampe il libro “J’aveme spicciate”, una pubblicazione inserita nella collana curata del Comune di Guardiagrele “La Memoria”, voluta dall’ex sindaco e storico Mario Palmerio.
Inoltre Di Pretoro da tempo collaborava con alcuni dei suoi scritti alla rivista locale “Aelion”, diretta dallo stesso professor Palmerio, suo inseparabile amico.
«La scomparsa di Di Pretoro», commenta l’ex sindaco guardiese, «certamente rappresenta per la nostra città una grave perdita, perché era un vero e proprio archivio vivente, con una notevole quantità di notizie, aneddoti ed esperienze che conosceva era in grado raccontare. A differenza di tanti altri anziani», continua Palmerio, «era un lucido osservatore che non si era mai fatto influenzare dagli eventi esterni, e aveva il pregio di saper inquadrare i fatti personali nel contesto più ampio della storia nazionale. Penso», conclude l’ex primo cittadino, «che la saggezza che possedeva gli derivava principalmente da una eccezionale conoscenza degli uomini».
Insomma, la scomparsa di Di Pretoro, lascia nella cittadina un vuoto incolmabile. Tutti ricorderanno il suo sguardo che andava oltre le apparenze e che sapeva leggere nell’anima, come solo gli uomini della sua generazione hanno saputo fare.
Giovanni Iannamico
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