Addio a Juan Carlos, dipingeva danzando

L’artista, originario dell’Argentina ma lancianese d’adozione, è morto a 67 anni. Le reazioni in città
LANCIANO. Cultura in lutto per la scomparsa del maestro Juan Carlos Ormaechea, pittore, poeta, performer di origine argentina che in Italia, e a Lanciano in particolare, dove era arrivato a metà degli anni Settanta, aveva trovato una seconda patria. Si è spento domenica sera, a 67 anni, nell'hospice Alba Chiara, dove era ricoverato negli ultimi giorni in seguito a un brutto male che in pochi mesi se l'è portato via. L'annuncio ieri mattina sulla sua pagina fb: “Correvo veloce più del vento, cercavo la tua presenza ovunque ci fosse odore di mare. ...m'attendevano gabbiani che cantavano il canto freddo della tua assenza. Juan Carlos ha intrapreso l'ultimo volo con i suoi gabbiani”. Gabbiani, aquiloni, barche a vela, cavalli azzurri, erano questi i suoi soggetti preferiti, dipinti in un'esplosione di colori e in un'atmosfera eterea e sognante. Celebri le sue performance a ritmo di tango: da vero istrione qual era, Juan Carlos dava vita all'opera d'arte con movimenti del corpo simili a una danza, mentre era guidato dal ritmo del “bandoneón” di Astor Piazzolla. Era questo il legame con la sua terra d'origine. Nativo di Buenos Aires, dove aveva compiuto gli studi artistici, dal regime militare argentino era fuggito, trovando esilio a Lanciano. L'ultima mostra, “Il tempo sospeso”, è stata a settembre nella sala San Legonziano, quando già la malattia avanzava.
«Ho voluto onorarti lo scorso settembre facendo insieme a te l'evento di chiusura del "Tempo sospeso", una mostra strepitosa, un'esplosione di colori, una serie di lavori che sono dei veri capolavori», è il messaggio di cordoglio dell'amica Sonia Cipriani, musicista, «mi hai detto “amica mia non sto bene, ma ti prometto che saliremo su quel palcoscenico insieme”. Mi sentivo che era per te l'ultima volta e il mio cuore si stringeva alla tua sofferenza con il silenzio». «Ti ricorderò con tanto affetto e come grande artista, oltre che persona di rara sensibilità umana», dice il pianista Michele Di Toro.
«È una notizia che mi ha sconvolto», commenta il sindaco Filippo Paolini, «qualche settimana è venuto da me, in ufficio, perché stava preparando una stele, della quale avrebbe fatto omaggio al Comune tramite Pedibus, da posizionare nell'area verde a piazza Cuonzo. Ci siamo confrontati anche su altre idee che aveva e di recente sono stato all'inaugurazione della sua mostra. Perdiamo un artista di grande sensibilità». A dare l'annuncio della sua scomparsa anche gli amici e i commercianti di piazza Cuonzo, ai Cappuccini, dove per anni c'è stato il suo studio. Juan Carlos lascia il figlio Kito. L'ultimo saluto al maestro è oggi, alle 15, nella chiesa dello Spirito Santo, nel quartiere Santa Rita.
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