Addio a Pignatelli, paladino delle vittime dell’amianto

5 Ottobre 2014

I funerali dell’avvocato, morto a 50 anni, nella cattedrale di Chieti gremita Il ricordo commosso dei colleghi: spesso assisteva i lavoratori gratuitamente

VASTO. E’ morto all’età di 50 anni l’avvocato Luigi Pignatelli, paladino dei diritti dei lavoratori esposti all’amianto. Oltre a turbare l’ambiente forense, la notizia ha gettato nello sconforto quanti, in questi anni, hanno avuto modo di apprezzare le qualità umane e professionali del legale vastese, deceduto a causa di alcune complicanze insorte in seguito ad una infezione batterica resistente alle terapie antibiotiche.

Pignatelli è morto al policlinico di Chieti, dove era stato ricoverato dopo l’aggravamento delle sue condizioni cliniche. Il funerale del professionista si è celebrato ieri nella cattedrale di San Giuseppe, talmente gremita di gente da costringere molti a restare fuori dalla chiesa.

Un lungo applauso ha salutato per l’ultima volta il feretro. In tanti si sono stretti intorno alla moglie Lili e ai figlioletti. Tra i presenti anche il sindaco Luciano Lapenna e alcuni assessori comunali. «Una grande perdita per tutta la categoria», così l’avvocato Nicola Artese, presidente dell’Ordine forense di Vasto, ha commentato la prematura scomparsa del legale, interpretando l’unanime sentimento dei colleghi. Pignatelli viene ricordato in città soprattutto per le sue battaglie giudiziarie a favore dei lavoratori morti a causa della lunga esposizione all’amianto. E’ stato protagonista instancabile del lungo contenzioso approdato nel 2009 alla Corte D’Appello dell’Aquila per il riconoscimento dei contributi previdenziali a carico degli operai della ex Svoa, l’azienda di olii alimentati dismessa nel 1992. «Ha seguito passo passo tutte le vicende giudiziarie con una attenzione e una carica umana insolite», racconta Ivo Menna, da poco nominato referente locale del Coordinamento cittadino Ona (osservatorio nazionale amianto), «si è sempre messo a disposizione dei lavoratori e delle loro famiglie, spesso, senza farsi pagare la parcella. Lo ricordiamo anche per il suo modo di essere estraneo ai giochi di potere, verso i quali mostrava spesso insofferenza. Interpretava la sua professione di avvocato in maniera totalmente diversa dai colleghi. Era anche un convinto ambientalista», aggiunge Menna, «le sue riflessioni e i suoi suggerimenti erano per me fonte di continuo arricchimento». Non è meno commosso il ricordo dei colleghi. «Ce ne dovrebbero essere di più di persone come Luigi», è il commento di Edy Biasone, che insieme a Pignatelli si è occupata di alcune vicende giudiziarie, «era un uomo concreto, mai banale e con una intelligenza superiore. Lascia un vuoto incolmabile. Ci mancherà tanto».

Anna Bontempo

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