Addio a Valerio: «I motori erano la sua vita»

28 Luglio 2015

I funerali a Sant’Antonio del meccanico morto a 49 anni in un incidente stradale a Città Sant’Angelo

CHIETI. I motori erano tutta la sua vita e, come in un appuntamento col destino, sono stati anche la sua morte. Il quarantanovenne teatino Valerio Serano, era un apprezzato meccanico, richiestissimo da tutta la regione soprattutto per tutto quanto riguardava l’elettronica applicata alla meccanica. Sabato scorso ha trovato la morte proprio alla guida della sua auto, in un incidente stradale sulle cui cause è mistero. Uno schianto fatale contro il guard rail mentre imboccava la bretella d’uscita dell’autostrada A14 all’altezza del casello di Città S. Angelo. Con lui c’era un’amica, una ragazza ucraina di 29 anni, che stava riaccompagnando a Pescara. La ragazza, solo ferita e non gravemente, si era assopita e non sa dire cosa sia successo. Sulle cause dell'incidente indaga la polizia autostradale del distaccamento di Pescara Nord. Quello che è sicuro è che l’uomo era un ottimo guidatore, come assicurano gli amici, non era solito consumare alcolici, ed era abituato a restare alla guida per ore e ore. Ieri pomeriggio il funerale celebrato nella chiesa di Sant Antonio abate, dal parroco Donatello Pellicciotta. L’uomo lascia la madre Linda, infermiera in pensione, il padre Carmine, ex bidello dell’istituto industriale , e il fratello Massimiliano. Da poco si era trasferito a Madonna del Freddo in una bella e spaziosa casa dove c’era anche l’officina meccanica. Gli amici non si capacitano di come sia potuto accadere un incidente del genere proprio a lui, così esperto con le auto. Franco di Pescara, Argentino di Francavilla, Marcello di Torrevecchia e Franco di Cepagatti ricordano ancora il viaggio con Valerio in Ucraina per partecipare al matrimonio di un altro amico stretto, Tolik. Avevano guidato su un furgone affittato dall’Italia all’Ucraina. «Era una persona brillante e sempre pronta ad aiutare gli altri», ricorda il gruppo, «quando uscivamo per andare in qualche locale, ci dava sempre la propria consumazione, perché non era solito bere. Era molto prudente e abituato a guidare per ore». Tra i tanti che hanno affollato il suo funerale c’era anche l’ex preside delle Professionali, Lelio Moresco, che lo ricorda come uno dei migliori docenti mai avuti.