Addio ad Aloè, fondò la Falco Azzurro

25 Aprile 2022

Ex dirigente della Sovrintendenza, ha portato l’atletica in città. Domani i funerali nella chiesa di Sant’Antonio Abate

CHIETI. Un mese fa era stato pubblicato il suo libro sull’Unione sportiva Falco Azzurro Chieti, la società di atletica leggera da lui fondata nel 1953. Giovanni Aloè, volto storico della città, laureato in legge e dirigente in pensione della Sovrintendenza archeologica, si è spento ieri mattina. «Di recente», racconta l’editore Gerardo Di Cola, «mi aveva detto chiaramente: “Questo libro voglio finirlo, ci tengo tantissimo, poi posso anche morire”».
Quando nacque la Falco Azzurro, per dare occasioni di aggregazione a tanti giovani dell’epoca, non c’erano piste di atletica, o attrezzature, ma solo uno spazio ricavato nello sterrato all'interno della caserma Berardi, che era adibita a campo profughi e appariva diroccata. Bastò quel luogo, tanto forte era la passione, la voglia di stare insieme di quei ragazzi a cui Aloè, insieme all’altro fondatore Luciano Vinciguerra, seppe indicare la strada fatta di amicizia e di ideali legati allo sport e non solo. Perché quel nome? Lo spiegò nella relazione dell’attività del sodalizio nel 1955: «La denominazione di ogni associazione deve sintetizzare le idee e lo spirito del sodalizio stesso. Così anche nel nostro caso. Il falco è l'uccello fra i più nobili e più simpatici, è simbolo di lungimiranza e di velocità, è scattante e resistente, vola alto dove l'aria è più pura e dove il cielo è più limpido, rifugge il fango e il suo nido è tra le rocce delle vette inviolate. Il falco è coraggioso e forte…E l’azzurro non è forse il colore delle cose più belle e più pure? L’azzurro è il simbolo di soavità e purezza, di grazia e di modestia. Non c’è da meravigliarsi se l'abbiamo scelto per la nostra divisa». Tutti coloro che hanno portato alto il nome di Chieti nell’atletica leggera, come il triplista Ezio Buzzelli, più volte campione italiano, e Francesco Di Tizio, l’ex direttore generale della Carichieti, che vinse sempre nel triplo il titolo di campione italiano allievi, devono molto ad Aloè. E a lui si deve anche, nel 1958, la nascita del Centro sportivo italiano di Chieti, di cui è stato presidente fino al 1978, quando venne eletto presidente provinciale del Coni, carica che tenne fino al 1984. E nelle 346 pagine del libro edito da èDicola editrice, arricchite da decine di foto d’epoca, ha voluto condensare la sua esaltante esperienza.
Aloè lascia la sorella Teresa e i nipoti. I funerali sono in programma domani, a mezzogiorno, nella chiesa di Sant’Antonio Abate.
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