Addio al capitano D’Ercole, alpini in lutto

Chieti. L’ufficiale in pensione morto a 70 anni. Il cordoglio delle penne nere: «Un grande uomo»
CHIETI. Si è spento domenica scorsa, all’età di 70 anni, all’ospedale civile di Chieti, o meglio, “è andato avanti” come si dice nel gergo delle penne nere, il capitano del ruolo d’onore degli alpini Giorgio D’Ercole. L’ufficiale a riposo, nato nel 1949 a Miglianico, aveva prestato servizio nel 6° Reggimento alpini di Brunico, in provincia di Bolzano. Successivamente, era stato trasferito al Centro addestramento reclute della Brigata alpina Julia del Battaglione alpini L’Aquila, nella sede distaccata di Teramo e, infine, all’ospedale militare di Chieti. D’Ercole era stato insignito anche dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana: un riconoscimento al suo impegno di cui andava fiero e orgoglioso.
D’ Ercole, dopo aver lasciato il servizio attivo negli alpini, ha fondato la sezione dell’Associazione Nazionale Alpini di Vacri che ha guidato come capogruppo fino allo scorso anno: troppo forte il desiderio per impegnarsi a favore degli altri. Nel sodalizio delle penne nere in congedo ha inoltre più volte ricoperto la carica di consigliere nella Sezione Abruzzi.
«Giorgio», ricorda il colonnello degli alpini in congedo Romeo Pantalone, «era da tutti considerato come un alpino all’ennesima potenza, animato da grande spirito di corpo e con la grande virtù della generosità. Ha sempre assolto nel migliore dei modi tutti i diversi incarichi che gli sono stati conferiti con la piena soddisfazione dei superiori, meritando stima e plauso. Non va infine dimenticato», conclude Pantalone, «che è stato un grande uomo di fede e un marito, un padre e un nonno esemplare».
D’Ercole lascia la moglie Rossella, i figli Gaetano e Maurizio, capitano medico degli alpini all’ospedale Celio di Roma, e gli adorati nipotini Giorgio e Giulio.
Giovanni Iannamico
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