Addio al ceramista Bontempo: restaurò il simbolo d’Abruzzo

8 Ottobre 2023

Domenico si è spento a 94 anni, aveva rimesso a nuovo il Guerriero di Capestrano e i vasi alla Civitella Ex insegnante dell’istituto d’arte di via D’Aragona. Oggi l’ultimo saluto nella chiesa di Santa Chiara

CHIETI. Aveva restaurato il simbolo d’Abruzzo, il Guerriero di Capestrano, e ha lasciato il segno nel cuore di centinaia di studenti teatini. È morto a 94 anni Domenico Bontempo, storico ceramista e insegnante dell’istituto d'arte di via D’Aragona.
Conosciuto anche come “Mimì”, fin da giovanissimo Bontempo aveva scelto di portare avanti la tradizione di famiglia: l’omonima bottega di ceramica aperta dal suo bisnonno Lorenzo nel 1862. Negli anni Settanta si era trasferito a Chieti, dove aveva fondato una piccola azienda all'istituto industriale e poi era andato a insegnare progettazione e laboratorio all'istituto d'arte. «Era sempre ben voluto da tutti», racconta il figlio Maurizio, «i suoi alunni gli hanno sempre voluto molto bene. Ha sempre insegnato con onestà e pazienza, era una persona molto empatica». Nel capoluogo teatino, Bontempo aveva iniziato anche a collaborare con il museo archeologico della Civitella. «Negli anni Ottanta era uno dei pochi in Italia a fare questo lavoro», continua il figlio, «prendeva tutti i piccoli pezzi che rinvenivano dagli scavi e con tanta maestria riusciva a ricomporre l’oggetto originale». Sono diversi i vasi che Bontempo ha restaurato e che oggi sono ancora conservati nel museo archeologico, tra questi ci sono i vasi di terracotta e ceramiche provenienti dalla necropoli di Campovalano. E tra i restauri degni di nota, Bontempo ha messo mano anche alla possente statua del Guerriero di Capestrano conservata oggi nel museo di Villa Frigerj. A Castellamonte, in Piemonte, Bontempo aveva continuato la professione di docente di ceramica, continuando a portare avanti la sua passione.
A ricordarlo è anche suo cugino Amato, che oggi continua l’attività della “Bontempo ceramiche dal 1862” a Francavilla al Mare. «Negli anni Novanta», racconta, «avevamo aperto una piccola bottega di ceramiche a Sambuceto. Per dieci anni abbiamo lavorato insieme. Era una persona molto preparata tecnicamente, non si cimentava molto con le decorazioni, ma era molto bravo a creare, modellare e realizzare stampi in gesso». Oggi lo ricordano tanti dei suoi ex studenti, i colleghi di scuola e anche Stefano, pronipote e insegnante di matematica e scienze al Convitto, la scuola che oggi conserva le piastrelle in ceramica dipinte dal papà del ceramista. «Zio Mimì ha rappresentato tanto per me», si commuove Stefano, «era la memoria storica della famiglia e in particolare del mio caro nonno Camillo, suo fratello maggiore, venuto a mancare nel 2010. Lui era una persona vulcanica: non riusciva mai a stare fermo. Era molto legato alla famiglia e alle sue tradizioni. Era un vero artista. Custodirò con geloso affetto il presepe in ceramica che aveva realizzato e mi aveva regalato lo scorso anno. Ha lasciato il segno nella mia vita».
Bontempo, che aveva perso la moglie Giuliana lo scorso anno, lascia i figli Paola e Maurizio e la sorella Chiara. Oggi alle 14.30 c’è l'ultimo saluto nella chiesa di Santa Chiara, lungo via Arniense.
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