Addio al commercialista Nasuti

Lanciano. È morto per malore a 65 anni, nel 1997 fu eletto consigliere comunale
LANCIANO. Si è spento ieri all'età di 65 anni Sebastiano Nasuti, commercialista ed ex consigliere comunale di Lanciano. A stroncarlo è stato un malore, molto probabilmente un infarto. Ieri mattina la sua collaboratrice non lo ha visto arrivare, come sempre, nell'ufficio di via Del Mare e lo ha chiamato al telefono, senza ricevere risposta. I familiari lo hanno trovato riverso a terra, ormai privo di vita, nella sua abitazione in contrada Nasuti.
Sebastiano Nasuti è stato vice presidente dell'Ordine dei commercialisti e lavorava come consulente e revisore dei conti per diverse società. È stato eletto consigliere comunale nel 1997, anno del secondo mandato del sindaco Nicola Fosco, con la lista Alleanza per Lanciano libera. Ieri pomeriggio, all'inizio della seduta, il presidente del consiglio comunale di Lanciano, Gemma Sciarretta, ha voluto ricordare la figura di Nasuti: «Una persona sempre disponibile e pronta al dialogo». Parole sottolineate da un applauso da parte dei consiglieri comunali di maggioranza e minoranza.
Ma il nome di Nasuti è legato anche alla vicenda di Palazzo Novecento, l'elegante palazzina di via De Titta costruita con regolare concessione edilizia, rilasciata dal Comune di Lanciano e successivamente, dopo i ricorsi di un confinante, revocata. L'immobile alla fine è stato salvato dall'abbattimento e acquisito al patrimonio comunale. Nasuti era legale rappresentante della Dnd Immobiliare srl, società che aveva realizzato l'immobile alla fine degli anni '90 e che aveva subito perdite e mancati guadagni dalla vicenda, tanto da citare in giudizio il Comune per quasi 3 milioni di danni.
«Dovevamo vederci oggi per parlare dell'ennesimo ricorso», dice il socio e amico Camillo Del Romano, «era l'unico a non aver perso la speranza, teneva all'onorabilità della società poiché non avevamo commesso alcun illecito. Aveva fiducia nella giustizia e che alla fine sarebbe stata scritta la parola fine a questa vicenda a nostro favore». (s.so.)
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