Addio al costruttore Primavera «Esempio per gli imprenditori»

In tanti ai funerali del 63enne morto dopo una malattia, il dolore degli operai: «Eravamo una famiglia» Il ricordo del sindaco: «Siamo cresciuti insieme, ora i due figli devono andare avanti con la sua forza»
GUARDIAGRELE. Una folla commossa ha partecipato ieri mattina ai funerali di Silvano Primavera, il costruttore di 63 anni morto sabato scorso dopo aver combattuto contro una grave malattia. Alle 10.30, davanti alla chiesa del convento dei Cappuccini, ad attendere il feretro in arrivo dalla camera ardente allestita nella sede della sua azienda, la Saceb-Gs Appalti in località Campotrino di San Martino sulla Marrucina, c’erano numerosi suoi dipendenti, amici imprenditori, personalità politiche tra cui il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini e tanti cittadini, che si sono stretti attorno al dolore dei familiari, la moglie Nacy, i figli Gina e Guido, il fratello Florideo e i genitori Guido e Ginetta. All’aperto, nel campetto della chiesa, il nuovo parroco camilliano padre Mario Agasantis ha celebrato il rito funebre: «La morte», ha detto padre Mario, «ha interrotto un’esistenza costellata da tanti impegni di lavoro che è stata però introdotta in una vita nuova. Questo è un fatto incomprensibile agli occhi umani che vedono in questo evento la fine di tutto, ma non per un cristiano che vede oltre l’orizzonte e crede nella vita eterna che Cristo ci ha promesso».
Al termine della messa, è stata ricordata la personalità dell’imprenditore scomparso, il suo carattere vivace ed esuberante: Primavera riusciva sempre a catturare l’attenzione degli altri, facendosi amare senza maschere, per come era realmente. «Era il nostro datore di lavoro», hanno sottolineato alcuni operai, «ma ci considerava la sua famiglia e non dipendenti, ma collaboratori». Anche il sindaco Donatello Di Prinzio ha voluto esternare la sua vicinanza alla famiglia Primavera esprimendo le condoglianze da parte dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità guardiese: «Silvano insieme alla sua famiglia», ha sottolineato il primo cittadino, «è stato un esempio e un punto di riferimento per l’imprenditoria locale e lascia un vuoto incolmabile nel cuore di molti. Siamo cresciuti insieme nella stessa contrada ed ho avuto l’opportunità di conoscere da vicino la sua grande sensibilità e apprezzare le sue doti manageriali che aveva sempre espresso con successo nell’azienda di famiglia. Stringendoci al dolore dei parenti, in particolare modo a quello della moglie e dei figli», ha concluso il primo cittadino, «li incoraggiamo ora ad andare avanti con la stessa forza e determinazione, sempre dimostrate dall’amico Silvano».
L’imprenditore guardiese fin da giovane cominciò a lavorare nell’azienda di famiglia creata dal nonno Florideo. Nel 1988 poi fondò la Saceb, con lo scopo di produrre e commercializzare inerti, calcestruzzi e conglomerati bitumitosi e, successivamente, l’impresa edile Gs Appalti, realizzando nel territorio tantissimni importanti lavori, come ad esempio il Parco Paglia a Chieti Scalo e per conto della Sasi, interventi di manutenzione alla rete idrica.
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