Addio al partigiano Aldo Martella

Aderì alla Brigata Maiella. Si è spento a Roma all’età di 96 anni
LAMA DEI PELIGNI. È morto a Roma uno degli ultimi partigiani dell’Aventino, Aldo Martella (nella foto), ma è stato seppellito nel suo paese d’origine. Aveva 96 anni e fu tra i primi patrioti della zona, combattendo alla pineta di Lama e a Colle delle Ciavole, dove morì Donato Ricchiuti, autore di un diario pubblicato pochi anni fa. Dietro di sé aveva una storia di semplice militare nel regio esercito italiano, da cui aveva ricevuto una medaglia di guerra per essere stato ferito gravemente ad una gamba e aver trascorso un paio di mesi in coma in un ospedale militare.
Nonostante questa menomazione, Aldo non perse tempo ad aderire al Gruppo Patrioti della Majella, che seguì nel lungo percorso fino a Brisighella e oltre. Ricevette un riconoscimento ufficiale con medaglia poiché si era inoltrato su un campo minato per recuperare i cadaveri di alcuni suoi compagni saltati in aria. Nel dopoguerra trovò lavoro alle Poste girando l’Italia, dalle Marche a Milano e infine Roma. Lascia la moglie Iole, lamese come lui, e i figli Adriano e Norma. Ai funerali era presente Giacinto Scioli di Guardiagrele che ha presenziato con uno stendardo della Brigata Majella. Anche a Martella, come ad altri, è mancato l’ultimo riconoscimento della Repubblica per i vecchi partigiani: la medaglia della Liberazione. Ma in casa a Lama, dice il figlio Adriano, ci sono medaglie e riconoscimenti per la sua straordinaria vita di combattente per la libertà.
Gino Melchiorre

