Addio alla mamma operaia con le note della banda

Tufillo. Chiesa gremita ai funerali di Ilaria, 30 anni, morta sulla Trignina Tante le manifestazioni di affetto dei colleghi della Sevel e del sindacato
TUFILLO . Le note della banda hanno accolto l’arrivo in paese ieri pomeriggio della salma di Ilaria Mastroberardino, 30 anni, la mamma operaia morta mercoledì scorso a causa delle ferite riportate in un incidente sulla Trignina. La Fiat Panda della donna è finita contro un autobus e poi contro due Tir in sosta nell’area di sosta Il Girasole. Un fiume di gente ha partecipato al commiato. La bara chiara di Ilaria, coperta da un tappeto di fiori bianchi e da un cuscino di florescenze colorate, è stata portata a spalla all’interno della chiesa di Santa Giusta accompagnata dai mesti rintocchi di campane. La chiesa addobbata come il celebrante, don Rino Ronzitti, con i paramenti viola del lutto, è divenuta troppo piccola per ospitare il fiume di persone che ha voluto rendere omaggio alla giovane donna e alla sua famiglia.
La funzione è iniziata alle 15 a oltre un’ora dopo la chiesa era ancora piena di persone che porgevano le condoglianze ai genitori, al fratello e al marito di Ilaria. Amici di infanzia e di scuola, colleghi di lavoro di Iliaria e del marito ma anche della mamma postina, pendolari conosciuti nei quotidiani viaggi verso Vasto e la Val di Sangro, volontari della protezione civile del gruppo comunale di Tufillo e rappresentanti sindacali. Fra loro anche il segretario provinciale della Fim Cisl, Primiano Biscotti. «Nicola Lapergola, il marito di Ilaria», è stato un nostro iscritto e una Rsu. Tutta la Cisl ha voluto esprimere il proprio cordoglio per un evento così doloroso a Nicola per la moglie che era una brava lavoratrice», ha detto il sindacalista.
Accanto al sindaco Ernano Marcovecchio, tutta l’amministrazione comunale ha preso parte alla toccante cerimonia funebre. Molti sono rimasti fuori dalla chiesa sferzata dal vento gelido e all’uscita dalla chiesa hanno accompagnato il feretro di Ilaria fino al cimitero del paese.
Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati anche da Vasto. E mentre proseguono le indagini della polizia stradale sulla tragedia e i feriti migliorano, la Trignina finisce ancora sul banco degli imputati.
«È diventata una strada pericolosissima», dicono i pendolari. «Al di là delle responsabilità dei protagonisti di questa ennesima tragedia restano le condizioni pietose della strada. I canali di scolo sono spesso ostruiti, il manto stradale è dissestato in più punti. Basta una pioggia per provocare allagamenti, figurarsi quello che accade quando diluvia. Persino i soccorsi spesso faticano ad arrivare sul posto. Possibile che ogni anno a novembre si debba assistere ad una tragedia?». (p.c.)
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