Addio anche al Chieti film festival

13 Novembre 2015

L’ira della Zappacosta contro la giunta Di Primio che perde tutto

CHIETI. La venticinquesima edizione della rassegna cinematografica “Chieti film festival” è stata cancellata con le proiezioni delle pellicole d’autore concentrate a Pescara. Chiara Zappalorto, capogruppo cittadino del Pd, attacca. «La perdita del Chieti film festival rappresenta una sconfitta per la città ma prima ancora per un’amministrazione comunale - sostiene Zappalorto- che dimostra di non credere alla vocazione culturale del nostro territorio». Questo perché il “Chieti film festival” garantiva ogni anno prestigio alla città con la proiezione di pellicole vecchie e nuove al Supercinema. Struttura che così, peraltro, riacquisiva la sua antica vocazione di cinema in pieno centro storico. Peccato che l’edizione 2015 della rassegna cinematografica non ci sarà. La colpa, a quanto pare, è tutta di natura tecnica. Il Supercinema, infatti, non sarebbe dotato di uno strumento indispensabile per la lettura, e la conseguente proiezione, di alcuni tipi di pellicole, tra cui, appunto, quelle d’autore. Un inghippo che si somma alle annose problematiche del Supercinema a cui basterebbero poche migliaia di euro di interventi per ripristinare anche la sala cinematografica come auspicato da più parti in città. E, invece, non se ne farà nulla con il capoluogo teatino che perde un’altra kermesse di qualità dopo l’involuzione di altre manifestazioni, come il festival degli artisti di strada, capaci, fino a qualche tempo fa, di far conoscere Chieti in giro per l’Italia. «La giunta Di Primio oltre a mettere il cappello su iniziative promosse da altri, ad iniziare dalla “cittadella della cultura” che porta la firma dell’allora sottosegretario Giovanni Legnini, si dimostra ancora una volta- tuona Zappalorto- assente nei confronti del valore culturale della nostra città. Basterebbero piccoli accorgimenti tecnici per far tornare fruibile il Supercinema anche per proiezioni di generi d’autore evitando di continuare a fare magre figure. All’amministrazione manca la benché minima programmazione delle attività culturali». (j.o.)