Addio Giuliano Sasso «Era un prof e un padre»

11 Febbraio 2017

Parenti e amici ai funerali del docente ed ex consigliere comunale del Psi La figlia Maria: «In questi giorni abbiamo scoperto di avere molti “fratelli”»

CHIETI. Professore di matematica diventato per tanti maestro di vita, uomo politico, intellettuale a tutto tondo e persona di generosità e correttezza straordinarie. È il ricordo che Giuliano Sasso, scomparso a 79 anni, ha lasciato in chi lo ha conosciuto e amato. Ieri mattina, sotto una pioggia battente, si è svolto il rito funebre, nella chiesa dei XII Apostoli a Chieti Scalo. La messa è stata officiata da don Angelo Masciarelli, che lo ha ricordato, nell’omelia, tratteggiandone la figura di persona retta e sempre dalla parte della gente. In tanti sono arrivati per dare una parola di conforto alla moglie Annita Esposito, per anni in Cgil, la figlia Maria, giornalista, e il figlio Umberto, funzionario delle Entrate. E ognuno ha restituito una piccola testimonianza della grande impronta che Sasso ha lasciato in città. Da chi ha spartito con lui l’impegno in politica, come Walter De Cesare, oppositore insieme a lui del monocolore democristiano al potere in città, che ha presenziato ieri al rito funebre.

Erano gli anni Ottanta quando Sasso entrò in Consiglio comunale sotto le insegne del Partito socialista, come ricorda Ugo Iezzi, presente insieme agli amici Mario D’Alessandro e Valerio Cesarini. «Mai una parola di troppo, sapeva stare in politica senza alcun senso di protagonismo», ricorda il giornalista Fabio Casmirro. «Nel dolore di questi momenti, ho comunque scoperto di avere un sacco di “fratelli”. Nel senso che molti mi hanno contattata per dirmi che mio padre era per loro come un altro padre. Soprattutto tanti suoi ex alunni lo consideravano tale», è il ricordo dolce-amaro della figlia Maria.

Per la scuola media Mezzanotte, dove aveva a lungo insegnato, «era una figura istituzionale», dice l’amico Bruno Torquato. «Sono stato suo allievo quando frequentavo la Mezzanotte», ha detto l’ex sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani, «e per me è stato molto di più di un semplice professore».

Era insegnante di matematica, grazie alla laurea che aveva conseguito in Scienze economiche e marittime a Napoli. Del professore di matematica, Sasso aveva la precisione e il rigore morale. «Razionalità ma anche poesia. Nella sua persona convivevano entrambi gli aspetti. Amava il razionalismo di Russell e l’esistenzialismo di Sartre e Camus che conosceva bene avendo vissuto a Parigi dove era impiegato in una banca», ricorda il nipote Mario De Benedictis, fratello del marciatore Giovanni, bronzo alle Olimpiadi di Barcellona. «Recitava liriche di Prevert e Neruda e alla moglie regalava Shakespeare. Era un intellettuale a 360 gradi».

«Aveva un grande bagaglio culturale, ma sapeva anche non farlo pesare agli altri», ha aggiunto l’amico di famiglia, Mario Di Felice. Erano presenti al funerale anche il consigliere comunale Marco Russo e il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta. La bara del professore ha lasciato la chiesa a bordo della nuovissima Maserati quattro posti dell’agenzia Aeterna, che ha curato il rito funebre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA