Adesca e violenta un 15enne, poi si schianta in auto: arrestato

23 Giugno 2021

Ai domiciliari Enrico Scarinci, 50 anni di Crecchio: sul web si è spacciato per 18enne con una foto falsa Le minacce alla giovane vittima: «Se non ci incontriamo, dico ai tuoi genitori che sei omosessuale»

CHIETI. Si è spacciato per un giovane, ha adescato un quindicenne su un sito di incontri gay e, dopo averlo obbligato a vedersi, ha abusato di lui. Enrico Scarinci, 50 anni di Crecchio, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale dai carabinieri della stazione di Chieti Principale, al comando del luogotenente Michelangelo Donvito, e del nucleo operativo e radiomobile, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena. Da lunedì pomeriggio l’indagato, che vive con il reddito di cittadinanza, è ai domiciliari su ordine del giudice Andrea Di Berardino. Il sostituto procuratore Marika Ponziani aveva chiesto il carcere dopo che il ragazzino, il giorno delle violenze, era riuscito a fuggire dall’auto di Scarinci solo perché il presunto stupratore, mentre viaggiava ad alta velocità per le strade dello Scalo, si era schiantato contro un’altra macchina ed era stato costretto a fermarsi.
LA TRAPPOLA Tutto comincia un paio di settimane fa. In base alla denuncia, Alessandro (nome di fantasia) viene contattato su “Romeo”, un sito di incontri, da un utente che si fa chiamare Dino e ha come immagine del profilo quella di un giovane di 18, al massimo 19 anni. Tra i due c’è anche una videochiamata, ma Dino posiziona lo smartphone in modo tale da non essere visto bene in volto. I due si accordano per un appuntamento, il pomeriggio del 7 giugno. A un certo punto Alessandro, alle prime esperienze su una chat di questo tipo, ci ripensa e vuole disdire l’appuntamento. Ma l’interlocutore va su tutte le furie e lo minaccia, dicendo al quindicenne che rivelerà la sua omosessualità ai genitori.
L’INCONTRO Il ragazzino va nel panico e si sente costretto ad accettare l’appuntamento nel parcheggio della chiesa del Tricalle. Qui scopre che le sue paure sono fondate, perché alla guida della macchina trova un cinquantenne che non somiglia neppure lontanamente all’immagine del profilo. Alessandro è terrorizzato, non avrebbe mai immaginato di trovarsi in una situazione del genere e, temendo che quell’uomo possa concretizzare le minacce fatte via web, accetta di salire sulla macchina. Il quindicenne è intenzionato a proporre di andare in un bar, da dove poi fuggire. Ma Scarinci si dirige immediatamente in una zona fuori mano, al parco fluviale di Chieti, una grande area verde abbandonata, alle spalle del centro commerciale Megalò, diventata negli ultimi anni meta di incontri sessuali. Per la vittima, costretta ad avere un rapporto sessuale, sono attimi di terrore. Dopo un po’, però, Scarinci è costretto ad andare via perché arriva un’altra auto e, probabilmente, ha paura di essere scoperto.
LA FUGA Passa ancora qualche minuto e il cinquantenne, che viaggia ad alta velocità, in via Casalbordino finisce contro l’utilitaria guidata da una donna. Alessandro approfitta dell’incidente avvenuto a un incrocio per catapultarsi fuori dall’auto. «Dentro quella macchina c’è uno stupratore, un violentatore», dice alla sconosciuta prima di fuggire. La ragazza telefona al 112 non tanto per il danno causato alla sua automobile ma perché l’adulto ha la cerniera dei pantaloni aperta e le scarpe slacciate. È da questo momento che partono le indagini dei carabinieri della compagnia di Chieti. Nel frattempo, Alessandro si confida con i genitori e va in caserma a denunciare tutto.
L’ORDINANZA Il resto è storia di questi giorni. Il giudice Di Berardino decide di firmare l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari perché il racconto della vittima è ritenuto pienamente attendibile. Non solo: Scarinci è indagato dalla procura di Pescara per una vicenda analoga che risale al 2019, quando avrebbe adescato sul web un diciassettenne per poi abusare di lui.
LA DIFESA L’arrestato, difeso dall’avvocato Antonio Tenaglia, respinge con forza le accuse del quindicenne: ammette di aver avuto l’incontro a sfondo sessuale, ma nega categoricamente che ci siano state violenze. Scarinci, che si professa innocente anche in relazione all’episodio avvenuto meno di due anni fa, avrà modo di fornire la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio in programma venerdì mattina in tribunale.
ESAMI SU PC E CELLULARE Il pm Ponziani ha già disposto accertamenti sul cellulare e sul computer sequestrati all’indagato: l’incarico sarà affidato martedì prossimo al consulente informatico Davide Ortolano.
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