Adesivo di Anna Frank, s’indaga sui tifosi

La Digos si occupa del caso: i responsabili rischiano una denuncia per istigazione all’odio razziale
CHIETI. La Digos della questura di Chieti sta indagando tra le frange estreme del tifo organizzato per capire da dove sia partito l’insulto calcistico a sfondo antisemita contro il Chieti.
L’adesivo con la figura di Anna Frank, vestita con la maglia neroverde del Chieti calcio, abbinato alla scritta “Chietino ospite indesiderato”, è stato trovato sabato scorso all’uscita del casello autostradale di Ortona dell’A14 ed è stato immediatamente rimosso.
I colori biancazzurri dello sfondo, su cui campeggia il mezzo busto della ragazzina simbolo dell’orrore nazista, lasciano pensare a una bravata partita dai supporter del Pescara calcio.
Ma non si esclude la possibilità che il gesto possa essere ricondotto ad altre tifoserie rivali come quella del Francavilla, della Vastese o del Lanciano. Al momento, però, si tratta solo di ipotesi. Il caso è destinato ad arrivare in Procura: i responsabili, se identificati, rischiano una denuncia per istigazione all’odio razziale per aver utilizzato impropriamente l’effigie della bambina ebrea vittima dell’Olocausto per dileggiare i loro avversari, resuscitando l’antisemitismo.
L’episodio, del resto, non è isolato. Fatti analoghi compiuti dalle tifoserie sono saliti più volte alla ribalta delle cronache. Nel 2017, ad esempio, i tifosi della Lazio riempirono la Curva sud dello stadio Olimpico con adesivi simili, in cui Anna Frank indossava la divisa giallorossa della Roma. Poche settimane fa l’immagine è comparsa anche durante la festa scudetto del Napoli, sempre in segno di scherno e di dileggio degli avversari. Immediata la condanna della società teatina, attraverso il presidente del comitato Oltre il centenario Stefano Marchionno che per primo ha segnalato il fatto alla Digos. «È di una gravità inaudita, non può rimanere impunito», ha detto, «va bene lo sfottò da campanile, ma oltraggiare la figura di Anna Frank vuol dire travalicare lo spirito sportivo. Siamo veramente andati oltre. Mi auguro una puntuale e precisa presa di posizione degli amministratori che dovrebbero prendere le distanze pubblicamente da questo gesto vile». (y.g.)
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