Adesso i rifiuti di Roma restano a Chieti

28 Febbraio 2018

L’impianto Deco in contrada Casoni si candida per il trattamento e anche per lo smaltimento di 30mila tonnellate di pattume

CHIETI. I rifiuti di Roma restano a Chieti. Per sempre. Le 30mila tonnellate in arrivo a Chieti saranno «trattate», «smaltite» e «conferite» nella discarica di contrada Casoni. Lo prevede un accordo bis tra la Regione Abruzzo e la Regione Lazio sancito con una delibera del 2 febbraio scorso. È una delibera che cambia le direttive già fissate il 1° gennaio scorso.
Doppio accordo. Secondo il primo accordo stretto tra la Regione Abruzzo e la Regione Lazio, l’Ama, la società che si occupa dell’immondizia romana, avrebbe dovuto riprendersi le sue 30mila tonnellate di pattume dopo il trattamento nell’impianto di contrada Casoni di proprietà della Deco spa. «La Regione Abruzzo», recita la delibera di due mesi fa, «in conformità al vigente Piano regionale dei rifiuti effettua un servizio qualificabile in mero trattamento dei rifiuti oggetto di conferimento con conseguente impegno in campo all’Ama a riottenere i medesimi rifiuti, a seguito del trattamento, per indirizzarli verso altre sedi di smaltimento». È un passaggio chiave che autorizza solo il «trattamento» dei rifiuti di Roma, in maggioranza a Chieti e per una parte minoritaria a Sulmona, ed esclude che quell’immondizia resti in Abruzzo.
I patti cambiano. Ma i patti cambiano in un mese. È accaduto dopo un faccia a faccia tra la Regione e i titolari degli impianti, la Deco e la Sogesa: al termine dell’incontro è emersa anche la «disponibilità» dei gestori allo «smaltimento». Secondo quanto riportato dalla delibera regionale, la Deco avrebbe «dichiarato la disponibilità di una discarica in esercizio presso l’impianto di Casoni evidenziando che lo smaltimento in loco delle frazioni residue al trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati (circa il 30% dei rifiuti conferiti) eviterebbe impatti ambientali derivanti dalle aggiuntive attività di trasporto dei rifiuti». Quindi, così dice il documento, i rifiuti di Roma rimangono a Chieti per evitare l’inquinamento dei camion carichi di immondizia.
Sì allo smaltimento. Dopo la riunione con gli operatori, i termini dell’accordo si modificano e si arriva a un secondo patto tra l’Abruzzo e il Lazio: adesso non si parla più solo di «trattamento» ma anche di «smaltimento» con «la possibilità per il Tmb di Casoni del conferimento dei rifiuti residui nella discarica ivi in esercizio». Significa che i rifiuti di Roma Capitale non andranno più via da Chieti.
Si allungano i termini. La giunta regionale, «per ragioni di solidarietà istituzionale» verso l’amministrazione del sindaco M5S Virginia Raggi alle prese con l’emergenza rifiuti, ha stabilito «in un termine pari a 90 giorni» la durata dell’accordo. Tre mesi, niente di più, afferma la prima versione dell’accordo. Ma è un termine impossibile da rispettare: la convenzione fissa a «100 tonnellate al giorno» la quantità massima di rifiuti da lavorare e, a fronte di questo dato, secondo i gestori, è impossibile che le 30mila tonnellate dirette a Casoni e le altre 9mila indirizzate all’impianto della Sogesa in località Noce Mattei di Sulmona siano trattate in soli tre mesi: ce ne vogliono almeno il doppio, sei, e non è detto che basteranno. «Su sollecitazione dei gestori degli impianti di Tmb, la tempistica individuata non è idonea allo smaltimento delle quantità di rifiuti autorizzati», dice la delibera corretta. Di conseguenza, nell’accordo bis «è stato necessario» inserire «la prorogabilità del termine in modo da consentire lo smaltimento dei quantitativi di rifiuti autorizzati nel pieno rispetto delle autorizzazioni degli impianti e con le modalità previste dal piano traffico».
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